“I figli dell’odio” di Cecilia Sala

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Mondadori, 2025 – (18,50 euro)

“I figli dell’odio” è un volume scritto da Cecilia Sala, giornalista di Chora News e “Il Foglio” ed inviata di guerra.


Il libro si suddivide in tre capitoli principali, che a loro volta raccontano “tre grandi storie intrecciate tra loro”: la radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina e l’umiliazione dell’Iran. 

Ognuno di questi capitoli racconta gli avvenimenti recenti che hanno coinvolto – e sconvolto – i Paesi del Medio Oriente attraverso interviste a giovani palestinesi, israeliani ed iraniani e a figure di riferimento come l’analista palestinese di Al Jazeera Imad Abu Awad, il giornalista israeliano Ronen Bergman e Hossein Kanaani, uno dei fondatori dei pasdaran. Tramite i loro racconti, Sala presenta diversi spaccati della società mediorientale odierna, facendo luce sulle difficoltà e sulle divisioni interne che caratterizzano questi Paesi dopo decenni di conflitti armati e dispute territoriali. 

Nell’ultimo capitolo, l’autrice allarga l’orizzonte geopolitico di riferimento (Palestina – Israele – Iran), riportando alla memoria anche le storie recenti della guerra civile siriana e del conflitto Israele-Hezbollah. Infine, il libro si conclude con il racconto diretto dell’esperienza di prigionia di Cecilia Sala presso il centro di detenzione iraniano di Evin.

Il volume è un intreccio di narrazioni dei protagonisti della storia recente del Medio Oriente, i – così chiamati dall’autrice – figli dell’odio, ovvero una nuova generazione di giovani che, a seguito di decenni di guerre e crisi, ha sposato posizioni più radicali rispetto a quelle delle generazioni precedenti. Attraverso i loro racconti, il libro analizza l’evoluzione contemporanea dei Paesi mediorientali, fornendo un quadro fedele alla sua complessa trasformazione.

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Michela Castellino
Michela, 25 anni, laureata in Master in international migration and refugee law and policy. Mi appassiona molto la musica e i podcast: passo le giornate sempre ascoltando qualcosa in sottofondo. Negli scorsi anni, grazie allo studio e alle esperienze di stage, ho avuto modo di vivere, anche per periodi brevi, in paesi diversi. Questo ha amplificato la mia passione per i viaggi.

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