Giornata internazionale della tolleranza zero contro le mutilazioni genitali femminili: UE in prima linea per combattere questa pratica

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Il 6 febbraio 2024 si è celebrata la Giornata internazionale della tolleranza zero contro le mutilazioni genitali femminili e l’Unione Europea ha ribadito il suo forte impegno nel porre fine a questa pratica in Europa e nel mondo. Secondo la definizione dell’OMS le mutilazioni genitali femminili comprendono tutte le pratiche che comportano la rimozione parziale o totale degli organi genitali esterni della donna o altre pratiche lesive degli organi genitali femminili non dovute a motivi medici. Si tratta quindi – come viene ribadito dall’Alto rappresentante della Commissione europea – di una vera e propria violenza di genere, in quanto queste pratiche mettono a rischio la vita di bambine e ragazze, violano i loro diritti umani e causano traumi fisici e psicologici. Secondo le stime attuali 190.000 ragazze sono a rischio di mutilazioni genitali in ben 17 paesi europei, 600.000 donne ne soffrono le conseguenze e ogni anno almeno 20.000 bambine e donne arrivano in Europa come richiedenti asilo da paesi in cui vi è il rischio di mutilazioni genitali femminili.

L’UE ha ratificato la convenzione di Istanbul che riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani, firmata da tutti gli Stati membri e ratificata da 22 di essi, è entrata in vigore il 1° ottobre 2023. Il prossimo passo previsto sarà il riconoscimento nel diritto europeo dell’obbligo di perseguire penalmente le mutilazioni genitali femminili, in quanto reato a sé stante. Questa è attualmente una proposta in fase di negoziazione, presentata nel marzo 2022 all’interno di una proposta per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. Nel 2024 sarà adottata dalla Commissione una raccomandazione specifica sulla prevenzione e la lotta contro le pratiche lesive a danno delle donne e delle ragazze, comprese le mutilazioni genitali femminili; la proposta contiene anche suggerimenti su azioni specifiche rivolte agli Stati membri e una proposta di sostegno specializzato per la protezione delle vittime di queste pratiche dannose.

Per saperne di più: il comunicato della Commissione europea

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