Galileo sbarca in USA

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Nella quotidianità spesso utilizziamo strumenti e tecnologie frutto di importanti programmi di ricerca e innovazione.

Ne è un esempio il navigatore del nostro smartphone che ogni giorno ci suggerisce, grazie al GPS, la via più rapida per recarci al lavoro o che senza alzare il braccio in pochi istanti ci fa trovare pronto un taxi sotto casa. Il progetto Galileo, il “GPS Europeo”, è stato lanciato dalla Commissione europea e dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) nel 2003 con l’obiettivo di dotare l’Unione Europea di un proprio sistema di navigazione globale satellitare autonomo (GNSS) e piegare così il monopolio detenuto degli Stati Uniti fornitori del GPS (Global Positioning system) creato durante la guerra fredda a scopi difensivi.

Galileo è un sistema di posizionamento globale satellitare, completamente civile, basato su una costellazione di satelliti 30 artificiali in grado di fornire le coordinate geografiche (latitudine, longitudine, quota) e la velocità di un mezzo fisso o mobile presente sulla superficie terrestre. Un progetto di infrastruttura spaziale di tale portata sarebbe impensabile da realizzare a livello nazionale e rappresenta un successo tangibile, frutto di una visione unitaria e di chiari ruoli dei programmi dell’Unione Europea. Da oggi anche i cittadini e le imprese statunitensi potranno beneficiare del segnale fornito da Galileo, la Federal Communications Commissions (Fcc) statunitense ha approvato l’utilizzo dei satelliti europei come supplemento al sistema americano, concedendo un’esenzione della licenza per la ricezione del segnale Galileo negli USA.

I cittadini statunitensi potranno beneficiare così di una copertura migliore e di un servizio più efficiente.

A giugno di quest’anno la Commissione ha proposto un nuovo programma spaziale dell’UE di 16 miliardi di euro per il periodo 2021-2027 al fine di confermare la leadership dell’Unione nello spazio.

 

Per approfondire: il programma Galileo, Galileo negli USA, i programmi spaziali europei

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