Europarlamento: «stop all’uso di armi all’uranio»

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L’uso dell’uranio impoverito nei conflitti bellici «è contrario alle norme e ai principi sanciti dal diritto internazionale, umanitario e ambientale scritto e consuetudinario» ed esistono testimonianze della sua tossicità  : per questo l’Europarlamento chiede una moratoria sull’uso di armi all’uranio.
In una risoluzione approvata quasi all’unanimità  , il Parlamento europeo ricorda che l’uranio impoverito «è stato ampiamente utilizzato nelle guerre moderne», sia come munizione sia come protezione blindata contro attacchi missilistici e di artiglieria, osservando come esistano «numerose testimonianze sugli effetti dannosi e spesso letali» per il personale militare e per i civili. Sono infatti emerse gravi preoccupazioni sulla «tossicità   radiologica e chimica» delle microparticelle di uranio rilasciate in seguito all’impatto di tali armi contro bersagli corazzati.
L’Europarlamento chiede quindi agli Stati membri dell’UE e della NATO di attuare una moratoria sull’uso di questi armamenti, di intensificare gli sforzi verso un divieto globale e di cessare sistematicamente la produzione e l’acquisto di questo tipo di armi. Gli Stati membri e il Consiglio sono poi invitati ad assumere un «ruolo guida» per giungere all’elaborazione di un Trattato internazionale che introduca il divieto allo sviluppo, la produzione, lo stoccaggio, il trasferimento, la sperimentazione e l’uso di armi all’uranio, nonchà© la distruzione o il riciclaggio delle riserve esistenti nel caso di prove scientifiche che confermino i danni.
Stati membri, Consiglio e Commissione sono invitati a far eseguire studi scientifici sull’uso dell’uranio impoverito, a fornire informazioni complete e adottare sufficienti misure di protezione, nonchà© a redigere un inventario ambientale delle zone contaminate dall’uranio impoverito (inclusi i poligoni per i test) e a fornire tutto l’appoggio possibile alle vittime e ai loro familiari.

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