Europa 2020: raccomandazioni specifiche all’Italia

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Il 13 maggio 2015, la Commissione europea ha pubblicato le raccomandazioni specifiche indirizzate a ciascun Paese nell’ambito del “semestre europeo”, il processo di monitoraggio degli obiettivi di Europa 2020.

Le criticità italiane secondo Bruxelles sono legate in primo luogo agli eccessivi squilibri macroeconomici che richiedono un’azione politica decisa e un monitoraggio specifico. Sarà essenziale riportare il debito nazionale su un percorso discendente e affrontare le cause all’origine del persistere di bassi livelli di produttività del lavoro e della debolezza della competitività.

Il carico fiscale sul lavoro, nonostante i passi in avanti fatti nel 2014, resta alto. Il numero e la portata delle agevolazioni fiscali sono ancora elevati, in particolare le aliquote ridotte dell’IVA. Inoltre, l’efficienza del nostro sistema fiscale è anche compromessa da livelli ancora bassi e costosi di adempimento degli obblighi fiscali e dall’elevata evasione fiscale. La pubblica amministrazione italiana è ancora caratterizzata da significative inefficienze, che rallentano un’efficace attuazione delle riforme. Risulta evidente la necessità di incrementare la trasparenza e di rafforzare i poteri dell’autorità nazionale anticorruzione.

Sul versante dell’occupazione, a destare le maggiori preoccupazioni sono la bassa, seppur in aumento, partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la disoccupazione giovanile (43% nel terzo trimestre del 2014).

Infine, la Commissione, ha sottolineato che l’Italia ha registrato uno degli aumenti più elevati dei tassi di povertà e di esclusione sociale nell’UE, con ripercussioni soprattutto sui minori.

Alla luce delle criticità emerse, la Commissione raccomanda all’Italia di adottare, nel biennio 2015-2016, una serie di provvedimenti il cui obiettivo primario è l’«aggiustamento di bilancio verso l’obiettivo a medio termine pari ad almeno lo 0,25% del PIL nel 2015 e allo 0,1% del PIL nel 2016».

Sono quindi necessarie «misure strutturali» sia nel 2015 che nel 2016, pur tenendo conto dello scostamento consentito per l’attuazione di importanti riforme strutturali.

Sul versante della riduzione del rapporto debito / PIL, la Commissione raccomanda la prosecuzione del programma di privatizzazioni da «attuare in modo rapido e accurato», il ricorso ad «entrate straordinarie, l’attuazione della la legge delega di riforma fiscale entro settembre 2015, con particolare riguardo alla revisione delle agevolazioni fiscali e dei valori catastali e alle misure per migliorare il rispetto della normativa tributaria.

Altro versante su cui la Commissione rivolge le proprie raccomandazioni all’Italia è quello della modernizzazione della pubblica amministrazione. Espliciti sono i riferimenti alla riforma dell’istituto della prescrizione (entro la metà del 2015), al miglioramento dell’efficienza della giustizia civile e alla riduzione della durata dei relativi procedimenti.

La Commissione raccomanda, poi, all’Italia di «adottare i decreti legislativi riguardanti il ricorso alla cassa integrazione guadagni, la revisione degli strumenti contrattuali, l’equilibrio tra attività professionale e vita privata e il rafforzamento delle politiche attive del mercato del lavoro».

Sempre ai temi del Welfare attengono le raccomandazioni relative a «un quadro efficace per la contrattazione di secondo livello», al contrasto della disoccupazione giovanile, alla riforma della scuola e all’ampliamento dell’istruzione terziaria professionalizzante.

Infine una delle raccomandazioni riguarda l’attuazione dell’Agenda per la semplificazione 2015-2017 con l’obiettivo di «snellire gli oneri amministrativi e normativi; adottare misure finalizzate a favorire la concorrenza in tutti i settori contemplati dal diritto della concorrenza e intervenire in modo deciso sulla rimozione degli ostacoli che ancora permangono».

Le raccomandazioni specifiche per Paese saranno discusse dai ministri dell’UE a giugno, in vista dell’approvazione dei Consiglio europeo dei Capi di Stato e di governo il 25 e il 26 giugno, per poi essere formalmente adottate a luglio.

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Scheda a cura di Diego Cupitò 

1 COMMENTO

  1. grazie, ho letto le vostre raccomandazioni all’italia, tutto bene, ma fino a quando a vremo questi governanti come faremo a risolvere i nostri problemi? loro non si ritoccheranno mai gli stipendi o gli altri balzelli che hanno i privilegi che glieli può toccare? la giustizia sociale non può esistere in un paese così mal ridotto. dite voi “far sì che si vada in pensione col massimo degli anni” ok, ma pensate alla differenza di vita di una persona? Una donna sposata che ha allevato due figli, che ha iniziato a lavorare a causa delle maternità o per la mancanza di lavoro un po’ più tardi, che non ha avuto colf o baby sitter che le hanno sollevato la giornata non ha diritto ad andare in pensione a 62 anni perchè una legge infame “ha fatto tutti di un erba un fascio” ed ora si fa la stessa cosa con esenzione della tassa sulla prima casa anche per i castelli. Non sappiamo più chi votare abbiamo una classe politica vergognosa, ladra e incapace.

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