Eurobarometro sulla percezione della guerra in Ucraina

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L’unità di monitoraggio dell’opinione pubblica della Commissione Europea ha recentemente raccolto una serie di sondaggi in tutta l’UE volti a fornire informazioni sulle opinioni dei cittadini europei circa l’invasione russa dell’Ucraina e le misure adottate dalla UE in sostegno all’Ucraina.

I risultati chiave presentati si basano su un’indagine multi-paese condotta e pubblicata tra il 13 e il 20 maggio 2022 in diversi Stati membri (Bulgaria, Cechia, Finlandia, Germania, Ungheria, Italia, Lettonia, Polonia, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia).

Di seguito i punti più salienti forniti dall’eurobarometro.

STATI BALTICI E POLONIA: Il 71% degli intervistati in Estonia e il 66% di quelli in Lituania hanno identificato la Russia come una minaccia. Al contrario, in Lettonia, le preoccupazioni economiche (71%) e la corruzione (67%) si sono classificate complessivamente al di sopra dei timori per la Russia (53%). Infine, in Polonia, il 42% degli intervistati ha ritenuto che la Russia sarebbe tentata di attaccare la Polonia stessa.

FINLANDIA: è crollato il sostegno al non allineamento militare in Finlandia; solo il 17% degli intervistati finlandesi ritiene che la Finlandia debba rimanere militarmente non allineata.

GERMANIA: circa il 40% degli intervistati tedeschi ha affermato che la loro la preoccupazione più grande al momento è l’inflazione. Il 29% degli intervistati teme di dover ridurre il proprio stile di vita a causa dell’aumento dei prezzi. Il timore dell’inflazione è particolarmente pronunciato tra persone a basso reddito.

UNGHERIA: tre quarti delle persone intervistate in Ungheria non sosterrebbe il blocco delle forniture russe di petrolio e gas naturale, mentre il 21% degli intervistati non si opporrebbe. Inoltre, secondo l’89% degli ungheresi, le sanzioni contro la Russia “danneggiano l’Unione Europea e l’economia europea”. Solo il 10% degli intervistati pensa il contrario.

SVEZIA: è cresciuto il sostegno all’adesione alla NATO; il 57% degli intervistati in Svezia desidera entrare a far parte della NATO dopo l’annuncio della Finlandia Pertanto (la percentuale di fine aprile era del 48%).

FOCUS SULL’ITALIA

Dopo oltre 80 giorni di guerra, il 68% degli italiani ritiene che l’Europa debba impegnarsi in un ruolo di mediazione tra Russia e Ucraina per raggiungere una tregua il prima possibile. Gli italiani sperano che si mantenga un dialogo con Putin per porre fine al conflitto il prima possibile, ma 1 su 3 crede che con Putin si debba essere intransigenti. La priorità per gli italiani è la fine della guerra e la soluzione preferita è quella che porti a un cessate il fuoco il più rapidamente possibile, nonostante questo comporti la perdita da parte dell’Ucraina dei territori già occupati dai russi.

Il 45% degli italiani è contrario ad un ulteriore invio di armi; la stessa percentuale ritiene che una risoluzione della guerra sia possibile solo a lungo termine. Il 28% degli italiani crede che l’Ucraina stia vincendo la guerra, il 23% la Russia, ma il 49% non sa chi sta vincendo. Tuttavia, il 44% pensa che ci sarà una soluzione diplomatica.

Un altro sondaggio ha rilevato che il 52% degli italiani ritiene che l’impegno dell’UE sia insufficiente, e che l’UE è troppo dominata dagli Stati Uniti; l’UE dovrebbe infatti mediare sfidando anche le posizioni americane.

Un italiano su tre (33%) ritiene che la guerra si estenderà ad altri paesi della regione; il 14% teme, inoltre, che il conflitto degeneri in una guerra mondiale, escludendo però un futuro uso delle armi nucleari (53%).

Il perdurare dell’inflazione e della crisi energetica, fa poi aumentare il timore per le implicazioni economiche del conflitto (50%), mentre diminuisce la preoccupazione per le conseguenze della guerra, legata al coinvolgimento diretto dell’Italia (30%) .

Per ulteriori informazioni sui risultati dei sondaggi nei singoli Paesi, è possibile consultare questo link.

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