Eurobarometro: i giovani nell’Europa di oggi

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Lo scorso 23 aprile, la Commissione europea ha pubblicato i risultati dell’ultimo sondaggio Eurobarometro sui giovani.

L’indagine è stata svolta tra il 3 e il 23 dicembre 2014 ed ha coinvolto 13 mila giovani  (di età compresa tra i 15 e i 30 anni) dei 28 Stati membri dell’Unione europea provenienti da diversi gruppi sociali e demografici. I dati del sondaggio rappresentano un elemento di monitoraggio degli obiettivi della Youth Strategy varata con l’obiettivo di  incoraggiare la partecipazione dei giovani alla vita democratica e alla società in Europa.

Tra gli ambiti di azione che la Strategia individua come prioritari  figurano l’educazione, l’occupazione, il volontariato.  Di questi stessi ambiti si occupa, dunque, anche il sondaggio prendendo in  esame il coinvolgimento dei giovani in una serie di gruppi e club (sportivi, giovanili) e attività (culturali o di volontariato, anche internazionale) o in momenti importanti di partecipazione democratica (le elezioni politiche).

Quanto i giovani si sentono «riconosciuti o ricompensati» per la loro partecipazione attiva alla vita sociale e democratica dell’UE? Quanta fiducia hanno nel futuro (soprattutto in termini occupazionali)?  Quali le loro preoccupazioni principali? Queste alcune delle principali domande a cui la pubblicazione prova a rispondere.

Ove possibile, i risultati sono stati confrontati con quelli delle precedenti inchieste dell’Eurobarometro: “Youth on the Move“, condotto nel febbraio 2011, e “European Youth: Participation in Democratic Life” dell’ aprile 2013.

 Dai risultati è emerso che il 49% dei giovani europei ha partecipato alle attività di gruppi giovanili, sociali sportivi o culturali nell’ultimo anno (dato in calo rispetto al 56% del 2013), mentre si mantiene stabile la partecipazione alle attività di volontariato in Europa. I più attivi nel volontariato sono i giovani in Irlanda (42%), Danimarca (39%) e nei Paesi Bassi (38%).

Le attività di volontariato dei giovani europei sono principalmente focalizzate nei settori della solidarietà, degli aiuti umanitari e degli aiuti allo sviluppo, in particolare a Cipro (71%), in Croazia (70%), in Polonia (70%) e in Portogallo (68%). L’istruzione, la formazione e lo sport sono gli ambiti preferiti per le attività di volontariato nel Regno Unito (50%), in Francia (49%) e in Danimarca (48%).

Risulta, invece, in aumento rispetto alle precedenti rilevazioni,  la partecipazione dei giovani alle elezioni politiche. Il 63% degli intervistati ha dichiarato di aver votato alle elezioni locali, regionali, nazionali ed europee nel 2014, un aumento del 4% dal 2013. È inoltre emerso che l’istruzione svolge un ruolo fondamentale nel determinare l’impegno politico e culturale dei giovani. I risultati delle interviste sottolineano che chi studia più a lungo è più propenso a votare alle elezioni politiche e a partecipare a manifestazioni e attività  culturali. L’82% dei giovani oltre i 20 anni ancora impegnati negli studi ha votato negli ultimi 3 anni, rispetto al 51% dei giovani che hanno abbandonato la scuola entro i 15 anni. Analogamente, il 91% dei giovani oltre i 20 anni ancora impegnati negli studi ha partecipato ad attività culturali, rispetto al 74% dei giovani che hanno abbandonato la scuola entro i 15 anni.

Desta qualche preoccupazione la visione che i giovani europei hanno rispetto alle loro prospettive future. Circa due terzi degli studenti sono preoccupati di non trovare un lavoro stabile e a lungo termine, in particolare in Italia (84%), Spagna (82%), Francia (80%) e Paesi Bassi (80%). Circa la metà dei giovani europei è anche preoccupata del livello dei salari, in particolare in Bulgaria (82%), Grecia (79%) e Romania (78%), e della necessità di spostarsi per ragioni di lavoro, soprattutto in Irlanda (61%).

Scheda a cura di Diego Cupitò

Report integrale  – Dati rilevati in Italia

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