Eradicazione della povertà: “inversione storica” nella riduzione della povertà con la nascita di “nuovi poveri”

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Lo scorso 17 ottobre ha visto celebrarsi la giornata internazionale dell’eradicazione della povertà. La pandemia di COVID-19 che ha attanagliato il mondo nell’ultimo anno ha portato a invertire decenni di progressi nella lotta alla povertà e alla povertà estrema. Secondo la Banca Mondiale, tra 88 e 115 milioni di persone sono spinte nella povertà a causa della crisi. È probabile che la pandemia di COVID-19 abbia spinto tra 143 e 163 milioni di persone nella povertà nel 2021.
Quasi la metà dei nuovi poveri previsti si troverà nell’Asia meridionale e più di un terzo nell’Africa subsahariana. Per l’appunto, sarebbe l’Asia meridionale la regione più colpita, con 49 milioni di persone in più spinte nella povertà estrema rispetto all’anno 2019. A seguire, l’Africa sub-sahariana, la seconda regione più colpita, tra 26 e 40 milioni di persone in più saranno spinte in condizioni di estrema povertà.
Questi “nuovi poveri” si uniranno ai ranghi degli 1,3 miliardi di persone che già vivono in una povertà multidimensionale e persistente. In effetti, le misure imposte per limitare la diffusione della pandemia spesso li hanno spinti ulteriormente verso la povertà: l’economia informale che consente la sopravvivenza di molte persone in condizioni di povertà è stata chiusa in molti paesi.
Questi dati della Banca mondiale rendono altamente improbabile il raggiungimento dell’obiettivo di ridurre la povertà estrema globale a meno del 3% entro il 2030.

Contesto

Le persone che vivono in povertà sperimentano molte privazioni interconnesse, che impediscono loro di realizzare i propri diritti e perpetuano la loro povertà, tra cui:

  • condizioni di lavoro pericolose
  • alloggi non sicuri
  • mancanza di cibo nutriente
  • disuguale accesso alla giustizia
  • mancanza di potere politico
  • accesso limitato all’assistenza sanitaria

In un mondo caratterizzato da un livello di sviluppo economico, mezzi tecnologici e risorse finanziarie senza precedenti, che milioni di persone vivano in condizioni di estrema povertà è un oltraggio morale. La povertà non è solo un problema economico. Piuttosto è un fenomeno multidimensionale che comprende la mancanza sia di reddito, che delle capacità di base per vivere dignitosamente.

Previsioni economiche

Con riguardo, invece, alle previsioni economiche, esse hanno consentito alla Banca mondiale di stimare gli effetti della pandemia sui tassi di povertà fino al 2030. Secondo tali dati, anche nell’ipotesi ottimistica per cui, dopo il 2021, la crescita tornasse ai suoi tassi storici, gli effetti di impoverimento dovuti alla pandemia sarebbero comunque enormi. Nello specifico, le previsioni economiche indicano che, nel 2030, il 6,7% della popolazione mondiale vivrà al di sotto della soglia di povertà internazionale. Dunque, è evidente come, sulla base di queste nuove previsioni, sia molto probabile che l’obiettivo ambizioso di riduzione del 3% posto per il 2030 non sarà raggiunto.
Da qui la necessità di una risposta politica con strategie diverse da quelle attuate sinora, se si vuole mantenere fisso tale obiettivo.

Per saperne di più: Eradicazione della povertà: “inversione storica” nella riduzione della povertà con la nascita di “nuovi poveri”

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