Durante la Pandemia non dimentichiamo i profughi: appello del presidente CESE

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Il sito del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) ha pubblicato il 23 marzo scorso una dichiarazione del presidente Luca Jahier che invita gli europei, nei giorni dell’isolamento e del timore per la pandemia del COVID-19 a no dimenticare i milioni di profughi che premono alle porte dell’Europa.

Citando le sue recenti visite a Cipro (fine febbraio) e Atene (inizio marzo) Jahier ha ricordato che se fino quel momento  «la questione della protezione delle frontiere esterne, delle muove ondate migratorie e la necessità di accelerare il Patto europeo per le Migrazioni e l’Asilo erano al centro dell’Agenda europea», nel giro di due settimane « tutto questo è semplicemente scomparso».

L’inaccettabilità di quelle situazioni, sottolinea però Jahier, permane (campi di raccolta ai due lati delle frontiere, condizioni di vita disumane, inaccessibilità della ,minima  protezione sociale e sanitaria) e non può essere dimenticata.

Il rischio è – si legge ancora nella dichiarazione che quando il COVID-19 travolgerà queste persone, ammesso che non lo abbia già fatto senza che nessuno se ne sia accorto, esse saranno abbandonate a sé stesse e «a quei pochi operatori umanitari e delle organizzazioni internazionali che, a fatica, si prodigano in mezzo a maree di disperazione».

Jahier esprime apprezzamento per l’iniziativa della Commissione europea a sostegno dei governi di Cipro, Grecia, Italia e Malta nel nome della centralità dei valori europei e della tutela della salute di richiedenti asilo e migranti che si trovano in campi sul territorio UE ma invita a prendersi cura anche di tutti gli altri: dei 70 milioni di persone costrette ad abbandonare le loro abitazioni e dei 12 milioni di bambini che sono « già molto esposti alle malattie da contagio per la scarsa assistenza sanitaria, la mancanza di acqua pulita e di igiene».

«Al di là delle evidenti tragiche conseguenze per i profughi – sostiene Jahier citando i dati della Siria e di alcune aree dell’Africa  – l’esplosione di nuovi consistenti focolai di pandemie alle frontiere dell’Europa potrebbe largamente compromettere gli sforzi di contenimento, che già interessano oltre un miliardo di persone nel mondo».

In chiusura della sua dichiarazione il presidente CESE invita le istituzioni europee e internazionali a non lasciare soli i governi e le organizzazioni umanitarie e a non far cadere nel vuoto l’appello dell’Alto Commissario UNHCR Filippo Grandi per uno stanziamento di 33 milioni di dollari per provvedere kit igienici, maschere protettive, risanamento delle acque ad uso umano e formazione per gli operatori sanitari, al fine di aumentare la protezione dei profughi nei confronti del COVID-19.

Per approfondire: il comunicato del CESE

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