Diari d’Europa #453 – Studiare a casa, in Europa

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Adesso che le scuole chiudono, dopo essere state poco aperte in questi tempi di pandemia, per i ragazzi più grandi si profila la prospettiva di andare a studiare all’estero.
O anche di andare fuori d’Italia, ma stando a casa in Europa. Lo fanno molti giovani europei, distribuendosi in misura ineguale nei diversi Paesi UE.
Il Paese che attira di più è l’Austria (oltre 60mila), seguita da Francia (55mila), Polonia (52mila) e Italia (45mila). Questo in mancanza di dati disponibili per Germania, Paesi Bassi e Slovenia.
Tra i Paesi meno frequentati Malta, Estonia, Lussemburgo, Lituania e Lettonia, Paesi di dimensioni e popolazioni limitate. Ma non è il caso del Belgio (29mila) e della Danimarca (28mila). A testimonianza che non è la dimensione dello spazio e della popolazione soltanto ad attirare, altrimenti non si spiegherebbe il caso della Spagna (25mila) da una parte e dell’Austria dall’altra, con più del doppio di studenti.
Un buon esempio di libera circolazione nell’UE.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

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