COVID e sicurezza alimentare: un Rapporto ONU

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Gli Autori del Documento, pubblicato sul sito web dell’ONU a fine luglio, descrivono la pandemia come una crisi umanitaria e sanitaria che minaccia la sicurezza alimentare e la nutrizione di milioni di persone in tutto il mondo.

Il rischio paventato, in assenza di un’azione coordinata su larga scala, è l’interruzione del funzionamento dei sistemi alimentari che garantiscono il cibo a milioni di persone.

Il numero di persone in condizioni di non sicurezza alimentare sarebbe aumentato di 135 milioni di persone a causa delle restrizioni anti Covid-19.

Tra le categorie più vulnerabili, il Rapporto annovera i bambini e i ragazzi per i quali prima del Covid il pasto consumato a scuola era il principale apporto nutrizionali, donne in gravidanza o neomamme, neonati e bambini (1.000 giorni dal concepimento), anziani, malati e persone con bisogni speciali.

Un altro fenomeno di fragilizzazione legati al Covid riguarda la riduzione delle rimesse: la perdita è stimata in 110 miliardi di dollari per il cibo e altre necessità e colpisce in maniera diretta sia i lavoratori migranti (200 milioni in 125 Paesi) sia le loro famiglie (800 milioni di persone).

Il Rapporto cita poi tra le categorie più colpite coloro che vivono in Paesi colpiti da conflitti (490 milioni), rifugiati, sfollati e richiedenti asilo che non possono proseguire i loro percorsi per il riconoscimento di status (70 milioni) i piccoli produttori e i braccianti agricoli (2 miliardi nel mondo di cui il 43% donne).

Nelle conclusioni del Rapporto l’ONU indica tre azioni prioritarie: la mobilitazione di risorse a favore delle situazioni più fragili, il rafforzamento dei sistemi di protezione sociale a tutela degli aspetti dell’alimentazione e della nutrizione e gli investimenti in un futuro sostenibile.

Per approfondire: il report in versione integrale

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