Diari d’Europa #148 – Investire sull’istruzione nell’UE

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Investire sull’istruzione nell’UE

In questa contrastata vigilia di ripresa scolastica il distanziamento non è il solo problema. Un altro, non minore, sono le risorse che si destinano alla formazione delle nuove generazioni, cioè sul futuro del Paese. Premesso che tali risorse non sono una spesa ma un investimento, è “istruttivo” andare a vedere quanto della ricchezza nazionale (il PIL) viene destinato alla scuola nell’UE e in Italia. Nell’UE (ancora a 28, in attesa che si concluda l’azzardo di Brexit) va in media all’istruzione il 5,1% del PIL, in Italia il 4,1%. Peggio di noi solo la Romania e il Lussemburgo (ma col PIL che si ritrova…), meglio di tutti la Svezia con il 7,6%. In compenso l’Italia si colloca nella fascia alta della classifica relativa alla spesa per la protezione sociale e le pensioni, pur restando nella media europea. Quando si dice investire nel futuro…

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.