COVID-19: il Parlamento europeo chiede misure ulteriori per la ripresa

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Nel corso della Plenaria del 16-17 aprile, il Parlamento europeo ha approvato un’importante  risoluzione non legislativa che delinea la posizione complessiva dell’Europarlamento su provvedimenti da adottare in risposta alla crisi da COVID-19.

Pur sottolineando le misure già adottate in materia fiscale e di sostegno alla liquidità, il Parlamento europeo sottolinea la necessità di adottare ulteriori provvedimenti. 

Nello specifico: 

  • un pacchetto globale per la ripresa economica, da finanziarsi tramite l’aumento della dotazione prevista per il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, il ricorso massivo a fondi e strumenti finanziari già disponibili e l’emissione di “recovery bond” che – senza mutualizzare il debito preesistente – possano offrire finanziamenti adeguati e a bassi tassi di interesse per sostenere i futuri investimenti, mettendo in primo piano lo sviluppo digitale e l’attuazione del Green deal europeo;
  • un sistema permanente di riassicurazione dell’indennità di disoccupazione;
  • un fondo di solidarietà dell’UE da 50 miliardi di Euro, finalizzato a sostenere gli ingenti costi sostenuti dai sistemi sanitari europei e gli investimenti necessari a modernizzarli;
  • la creazione di un Meccanismo europeo di risposta sanitaria che incrementi i poteri di coordinamento in capo all’UE in caso di emergenze sanitarie transfrontaliere, allo scopo di consentire un coordinamento più stringente qualora si ripresentassero crisi paragonabili all’attuale;
  • l’incremento della produzione di farmaci e dispositivi medici all’interno dell’UE e il mantenimento della libera circolazione di tali prodotti, e di altri beni di prima necessità, all’interno del territorio dell’Unione, nonostante le limitazioni alla circolazione temporaneamente introdotte per arginare la diffusione dell’epidemia;
  • l’aumento dei finanziamenti alla ricerca per la produzione di un vaccino contro il COVID-19;
  • l’adozione di una strategia coordinata per la cosiddetta “fase 2”, quando saranno allentate le misure di confinamento, garantendo la fornitura di dispositivi di protezione e l’esecuzione di test diagnostici su larga scala;
  • l’adozione di misure sanzionatorie nei confronti di Ungheria e Polonia, ree di aver introdotto misure gravemente violative dello stato di diritto e completamente incompatibili con i valori comuni dell’Unione;
  • l’adozione di contromisure efficaci per contrastare le campagne di disinformazione in atto nell’Unione, responsabilizzando a tale scopo anche  i gestori delle principali piattaforme social attualmente disponibili.

Per approfondire: il comunicato del Parlamento europeo

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