Buon viaggio, Gino Strada

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Ha fatto male la notizia della tua partenza, giunta come un fulmine a ciel sereno e dopo le tue recenti considerazioni sull’Afghanistan, Paese che hai amato, curato e che oggi ritorna sotto i riflettori di un’attualità di guerra e di paura del futuro.

Da medico hai creato l’associazione Emergency, nome che, nei nostri ospedali corrisponde a “Pronto soccorso”. Un’associazione presente sui numerosi fronti di guerra che attraversano il mondo, pronta ad intervenire e a curare indistintamente tutte le vittime. Ma non era solo quello il senso della tua “Emergency”: ci hai fatto capire, con il tuo impegno così costante e prolungato nel tempo che significava emergenza del rispetto dei diritti umani, emergenza di capire che l’uso della guerra e dei conflitti per risolvere i rapporti fra gli Stati e le nazioni era la cosa umanamente più assurda, che la sofferenza e il dolore non riconoscono l’identità delle armi e non si curano con un immediato intervento chirurgico. Era il tuo messaggio di “Emergency umanitaria”.

Ci auguriamo che in questo tua nuova partenza non abbia sofferto, tu che la morte l’hai guardata così tante volte negli occhi. Grazie Gino per tutto il capitale di umanità, di coraggio e di speranza che ci hai lasciato. Un capitale da salvaguardare in tutta emergenza.

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