Buon Anno all’ONU

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Signor Segretario Generale, Antonio Guterres

Gentile Antonio,

Come ogni anno, in questo periodo, è tradizione scambiare auguri per un miglior anno nuovo e, nello stesso tempo, formulare alcuni desideri che vorremmo veder esauditi in un prossimo futuro.

Scrivo a Lei questa mia lettera di auguri perché Lei rappresenta l’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, un attore politico  mondiale importante e indispensabile, un orizzonte di pace e di democrazia. In un mondo che evolve a grande velocità, attraversato da tentazioni sovraniste sempre più forti e da una crescente freddezza nei confronti del multilateralismo, appare sempre più importante e urgente  salvaguardare il ruolo della sua Organizzazione, vale a dire quello del dialogo, del negoziato e della mediazione fra tutti gli Stati aderenti. Non è cosa da poco, visto le sfide in corso. Mi rende tuttavia fiduciosa il fatto che Lei sia stato nominato Segretario Generale all’unanimità, fatto di rara unità nella storia dell’ONU e cosa non proprio scontata viste le continue tensioni fra Russia e Stati Uniti in seno al Consiglio di Sicurezza.

Vorrei, se permette, ricordare qui le parole che Lei ha pronunciato al momento della Sua nomina nell’ottobre 2016 : ”Ho due parole per descrivere come mi sento in questo momento : gratitudine e umiltà. Umiltà rispetto alle grandi sfide che ci sovrastano, alla terribile complessità del mondo moderno. Ma anche l’umiltà necessaria a servire i più deboli, le vittime dei conflitti, del terrorismo, della violazione dei diritti, della povertà e dell’ingiustizia di questo mondo”.

Sono parole che riassumono bene il peso umano delle sfide globali, alle quali Lei ha sempre fatto riferimento nelle grandi iniziative promosse dall’ONU, dalla pace e dalla sicurezza internazionale alla corsa agli armamenti e alla proliferazione nucleare, dalle grandi migrazioni nel mondo agli effetti devastanti dei cambiamenti climatici.

Ed è proprio a Lei, al Suo ruolo, al Suo impegno e alla Sua determinazione che rivolgo questi miei desideri per il futuro, questi tenaci fili di speranza che, ne sono certa, condivido con tanti cittadini d’Europa e del mondo. In primo luogo vorrei veder brillare fiammelle di pace sui tanti conflitti in corso nel mondo. In particolare in Medio Oriente, in Siria, nello Yemen o in Libia, dove, proprio per la natura geostrategica di questi conflitti, è solo a livello di dialogo  fra i grandi responsabili politici globali e sotto l’egida dell’ONU, che potrebbe scaturire la speranza di soluzioni pacifiche e giuste. C’è un conflitto, in particolare, che sembra ormai destinato a diventare un dato di fatto, ed è il lunghissimo conflitto israelo-palestinese, di fronte al quale non ci si puo’ rassegnare. Vorrei al riguardo, ricordare con Lei una sola frase dello scrittore israeliano Amos Oz, che ci ha appena lasciati, una delle grandi voci di pace in Medio Oriente : “anche un’occupazione inevitabile è un’occupazione ingiusta”.

Il mio secondo desiderio, altrettanto importante e strettamente legato a quello della pace, riguarda i diritti fondamentali dell’uomo. In materia, mi ha particolarmente colpito l’uscita degli Stati Uniti, nello scorso giugno, anche dal Consiglio per i diritti umani dell’ONU. Una decisione inquietante da parte di una grande potenza mondiale e che apre le porte alla violazione delle principali convenzioni giuridiche internazionali in materia di diritti umani.  Ma non solo, mi preoccupano e mi fanno paura le violazioni costanti, in qualsiasi parte del mondo, che avvengono sulla pelle dei migranti, mi preoccupa la costante erosione dei diritti sociali e l’annullamento di tali diritti provocato dal tenace aumento della povertà nel mondo. Vorrei tanto che il rispetto dei diritti umani fosse veramente al centro di qualsiasi iniziativa multilaterale dell’ONU, vorrei che fosse più decisamente enunciato e perseguito negli Obiettivi di sviluppo sostenibile, da realizzare entro il 2030 e che si ribadisse, con maggiore enfasi e come nel 1948 nella Dichiarazione universale, che il rispetto dei diritti umani è unico fondamento per la libertà, la giustizia e la pace nel mondo.

Grazie, caro Segretario Generale, per l’attenzione a questa mia lettera. Le faccio davvero i miei più cari auguri per l’anno che verrà, sicura del Suo impegno nel salvaguardare l’irrinunciabile ruolo della Sua Organizzazione e nel renderla, attraverso appropriate riforme, sempre più adeguata alle sfide globali, forte ed efficace, basata su norme e valori universali.

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