Approvata la risoluzione non legislativa per fermare l’impunità di gruppi neofascisti e neonazisti

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Stop alla normalizzazione di azioni violente di stampo xenofobo e razzista attraverso azioni che siano sia di ferma condanna dei responsabili, sia di sensibilizzazione e di educazione della società civile

Il Parlamento europeo approva con 355 voti favorevoli la risoluzione non legislativa con cui chiede di condannare comportamenti e azioni che stanno normalizzando il fenomeno xenofobo e razzista in tutta Europa.

Fanno ormai parte della cronaca quotidiana episodi di violenza di stampo xenofobo e razzista: 77 morti in Norvegia e l’uccisione della parlamentare britannica Jo Cox ad opera di gruppi neofascisti; 6 migranti africani colpiti con un’arma da fuoco da un italiano e come questi tanti altri episodi avvengono frequentemente in tutti gli Stati membri.

Il Parlamento europeo riconosce quindi l’urgenza di attuare azioni efficaci contro il dilagare di questa ondata di violenza riconducibile a gruppi di estrema destra che per troppo tempo  è stata lasciata impunita, anche a causa di evidenti collusioni tra leader politici, partiti e forze dell’ordine.

E’ indubbio che i discorsi di odio da parte di politici e funzionari pubblici stanno rafforzando e normalizzando violenza e odio contro ogni tipo di minoranza nella società: cittadini europei di colore e persone di origine africana, ebrei, musulmani, rom, cittadini di paesi terzi, persone LGBTI e persone con disabilità.

Per tale ragione, sono state proposte azioni di contrasto che coprono ad ampio raggio la società: dalla collaborazione con le aziende di social media per contrastare i discorsi di odio in Internet, alla proposta di istituire unità anti-odio nelle forze di polizia che si occupino di crimini d’odio, all’invito alle autorità nazionali di bloccare sul nascere associazioni che glorificano nazismo e fascismo.

Infine, non mancano azioni di sensibilizzazione e di sostegno “all’uscita” da questi gruppi: il Parlamento europeo chiede infatti agli Stati membri e alle federazioni sportive nazionali sia di punire i responsabili delle azioni violente negli stadi, sia di promuovere attività educative positive rivolte a giovani tifosi.

Non manca pure un fermo invito alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado affinchè promuovano curricula scolastici attenti a non dimenticare gli insegnamenti della Storia: per questo è importante che nei giovani studiosi cresca una consapevole conoscenza della genesi e dell’evoluzione dei fenomeni che hanno interessato, in particolare, lo scorso secolo.

 

Per approfondire: il comunicato

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