Ancora in calo l’economia europea

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Le ultime rilevazioni Eurostat relative al terzo trimestre 2008 mostrano una diminuzione dello 0,2% del PIL europeo sia nella zona euro sia nell’UE27, dopo i dati già   negativi del secondo trimestre quando il PIL era sceso dello 0,2% nella zona euro ed era rimasto fermo nell’UE.
Per quanto riguarda la zona euro si conferma dunque la situazione di recessione tecnica, data la decrescita del PIL per due trimestri consecutivi, mentre per l’intera UE la definizione tecnica è solo sfiorata (data la crescita zero del secondo trimestre) ma la tendenza negativa è piuttosto evidente. Non va comunque meglio per le economie degli altri tradizionali competitori globali: negli USA il PIL è diminuito dello 0,1% nel terzo trimestre, dopo il +0,7% del trimestre precedente, mentre in Giappone il calo del PIL è stato dello 0,5% e dell’1%.
Tra le varie componenti del PIL, nel terzo trimestre 2008 si è registrata una diminuzione significativa degli investimenti sia nella zona euro (-0,6%) sia nell’UE27 (-0,8%) a conferma di una tendenza già   evidente nel trimestre precedente (rispettivamente -0,9% e -0,7%). D’altro canto, l’indicatore europeo della fiducia economica (Economic Sentiment Indicator – ESI) ha fatto segnare nel dicembre 2008 il suo record negativo, scendendo ulteriormente dopo il forte calo già   registrato nei due mesi precedenti e raggiungendo i valori di 67,1 per la zona euro e di 63,5 per l’UE27, il che equivale all’indice più basso mai registrato da quando l’ESI è stato istituito nel 1985. Stessa cosa è avvenuta per l’analogo indicatore che misura in specifico la situazione industriale (Business Climate Indicator – BCI), ai minimi termini nel dicembre 2008.

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