Al 5% del PIL la spesa media dell’UE per l’istruzione

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Secondo uno studio pubblicato da Eurostat a inizio 2009, ma riferito a dati relativi al 2005, la spesa pubblica degli Stati membri dell’UE per l’istruzione si attesta mediamente al 5% del PIL, pur con differenze rilevanti tra i più virtuosi Paesi nordeuropei e gli altri.
In alcuni Paesi scandinavi, infatti, la spesa pubblica per l’istruzione è mediamente molto più elevata che nel resto d’Europa: 8,3% del PIL in Danimarca, 7% in Svezia, 6,3% in Finlandia. Gli Stati membri dell’UE che spendono meno sono invece Grecia (4%), Slovacchia (3,8%) e Romania (3,5%). l’Italia, con una spesa per l’istruzione pari al 4,4% del PIL, si situa al 21° posto tra i Paesi dell’UE, subito dopo la Bulgaria (4,5%). Nonostante i recenti tagli dei finanziamenti alla scuola decisi dal governo italiano siano stati giustificati anche dal fatto che l’Italia sarebbe uno dei Paesi che spende di più in Europa, i dati Eurostat mostrano una realtà   diversa, dove a spendere meno dell’Italia ci sono solo Repubblica Ceca (4,2%), Spagna (4,2%), Grecia (4%), Slovacchia (3,8%) e Romania (3,5%).
Considerando invece la spesa educativa per allievo/studente, sulla base dello standard del potere d’acquisto» (PPS) che tiene conto dei diversi livelli di costo della vita, la media dell’UE è pari a 5650 PPS. Austria e Danimarca spendono perಠpiù di 8000 PPS per studente, Svezia e Regno Unito oltre 7000, mentre l’Italia è al 14° posto con una spesa di 5908 PPS. A titolo comparativo, gli USA spendono oltre 10.600 PPS per studente e il Giappone oltre 7100.
Il dato rilevato da Eurostat considera tutti i livelli di spesa pubblica, locali, regionali e nazionali, e comprende non soltanto le istituzioni scolastiche e universitarie ma anche le altre istituzioni che garantiscono il funzionamento del sistema educativo nazionale (ministeri e dipartimenti della Pubblica Istruzione, servizi, ricerca ecc.).

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