Agenda europea sulla migrazione : una valutazione tra crisi e progressi

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Lo scorso 16 maggio a Bruxelles la Commissione europea ha presentato i progressi compiuti nei primi mesi del 2018 per quanto riguarda l’attuazione dell’agenda europea sulla migrazione, il piano dell’Unione europea per gestire i flussi migratori nel periodo 2015-2020.

Le azioni intraprese rispetto a quelli che sono i pilastri individuati dell’Agenda ovvero la politica di asilo comune, la lotta contro i trafficanti, la prevenzione della migrazione irregolare, la gestione delle frontiere esterne e le nuove politiche di migrazione legale, risultano ancora carenti e necessitano di essere rafforzate. Gli aspetti più problematici riguardano in particolare:

  • La gestione delle frontiere esterne dell’UE lungo le rotte migratorie, attuata dall’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera è caratterizzata da una carenza di mezzi, che con la crescente pressione migratoria necessita di essere rafforzata. In particolare le frontiere che destano maggior preoccupazione sono quella terrestre tra la Grecia e la Turchia e tra la Grecia, l’Albania e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia. Sono inoltre in fase di conclusione accordi con i paesi dei Balcani occidentali, ai quali, l’Agenzia potrebbe, se necessario, prestare aiuto nella gestione delle loro frontiere . Ma non si tratta solo di carenza in termini di mezzi ma anche di personale ed attrezzature, tema affrontato dalla Commissione con una proposta di risorse aggiuntive nel prossimo bilancio a lungo termine 2021-2027.
  • La questione rimpatri: i dati del 2017 dimostrano che è stata data effettiva esecuzione solo al 36,6% dei provvedimenti di rimpatrio. A fronte dei risultati emersi nei primi mesi del 2018, la Commissione chiede un uso maggiore, da parte degli Stati membri, del mandato rafforzato dell’Agenzia europea della guardia di frontiera in materia. La Commissione sottolinea tuttavia notevoli progressi per quanto riguarda la cooperazione in materia di rimpatrio con i paesi di origine dei migranti.
  • Reinsediamento : la Commissione invita gli Stati membri a realizzare il 50% degli impegni di reinsediamento entro ottobre 2018. L’impegno preso dagli Stati membri consisteva nel garantire, al riguardo, circa 50.000 posti.
  • La sicurezza dei migranti lungo le rotte migratorie : la Commissione,  ha in particolare valutato, per i primi mesi del 2018,  i rimpatri volontari dalla Libia, le evacuazioni di emergenza dalla Libia e il reinsediamento in Europa, la lotta contro le reti del traffico di migranti e della tratta di esseri umani.

Infine, per quanto riguarda gli arrivi lungo le rotte principali, la Commissione europea ha confermato, nel corso dei primi mesi del 2018, la tendenza alla diminuzione nel Mediterraneo centrale, con dati inferiori del 77% rispetto a quelli registrati nello stesso periodo del 2017. Sono stati invece registrati aumenti degli spostamenti attarverso l’Albania, il Montenegro e la Bosnia Erzegovina. Anche il numero di arrivi lungo la rotta del Mediterraneo occidentale ha continuato a mostrare una tendenza all’aumento.

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