E’ consuetudine che ad ogni inizio anno i potenti del mondo si incontrino per le grandi questioni economiche e sociali a Davos, e si ritrovino poi a Monaco per le Conferenze sulla Sicurezza.
E’ abbastanza evidente che in questo recente periodo, i grandi cambiamenti in corso a livello globale, dovuti in gran parte alla presenza di un Presidente degli Stati Uniti deciso a sconvolgere quell’ordine mondiale scaturito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, siano costantemente all’ordine del giorno delle due Conferenze.
A Monaco, infatti, le dichiarazioni dei leader vertevano in particolare sul futuro dei rapporti transatlantici, sul futuro stesso, a questo riguardo, dell’evoluzione che l’Unione Europea dovrebbe proiettare nei confronti dell’America, non solo sulla sua sicurezza e sulla NATO (considerata dal Cancelliere Merz ormai “non scontata”), ma anche sull’insieme dei suoi rapporti con la prima potenza mondiale, dal commercio, ai dazi, dal rispetto della democrazia e dello stato di diritto, alla politica estera, quest’ultima oggi nelle mani dell’inconcludente strapotere americano. Uno strapotere sempre pronto ad escludere gli attori europei nei negoziati su importanti teatri di guerra, come ad esempio su quello ucraino-russo o su quello mediorientale, con politiche che non hanno più nulla a che vedere con il dialogo, con il multilateralismo, con il ruolo delle Istituzioni internazionali, certamente da rivedere, ma non da distruggere.
Al riguardo, dopo le dichiarazioni dei vari leader europei a Monaco, coscienti della loro debolezza, divisione e fragilità a fronte delle grandi sfide poste, ma anche decisi a guardare le opzioni possibili per un rafforzamento e per un’”autonomia strategica” a più lunga visione dell’Europa, molto atteso era l’intervento del Segretario di Stato americano, Marco Rubio, arrivato a Monaco con fare meno bellicoso e insultante di quello del Vicepresidente J.D. Vance nel 2025, ma senz’altro altrettanto chiaro nei confronti del nostro continente e della nostra Unione.
In sostanza, in questo contesto creato dalle loro politiche MAGA, ci ha mandato a dire e confermato, con toni più rassicuranti, che il passato è alle spalle, è finito, che gli Stati Uniti rimangono legati all’Europa ma che non assisteranno “inermi al declino dell’Occidente”. Ha auspicato un lavoro comune per far fronte a quelle che l’America considera “debolezze condivise”, come ad esempio le migrazioni di massa o le politiche climatiche considerate eccessive. Sempre con toni rassicuranti, Rubio non ha indicato tuttavia nessuna strategia od impegni concreti su sicurezza e difesa, insistendo sul fatto dell’indipendenza dell’Europa al riguardo e al suo rafforzamento, sempre in funzione degli interessi americani.
Infine, va segnalato che alla Conferenza non era presente la Presidente del Consiglio italiano, Georgia Meloni, presente invece al Vertice Italia Africa di Addis Abeba per rilanciare il Piano Mattei. Non per questo il nostro Paese era assente, anzi, ha fatto sapere a Monaco che avrebbe aderito, in quanto osservatore, al Consiglio di Pace ideato da Trump, in primis per Gaza e poi allargato ad altri possibili conflitti nel mondo. Un chiaro messaggio di asservimento alle politiche americane, proprio nel momento in cui l’Europa è alla ricerca della sua autonomia e del suo futuro.
Al riguardo, non stupisce quindi che il proseguimento del viaggio europeo di Rubio sia fra i sostenitori di Trump, in Ungheria e in Slovacchia.













