A chi lotta per la salvaguardia del Pianeta

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Stiamo vivendo gli ultimi giorni di questo drammatico 2020 e il vento della pandemia che ha soffiato e continua a soffiare su tutti noi, ha scompigliato anni di certezze, rimesso in discussione tenaci abitudini e modi di vivere e ha fatto prendere coscienza della nostra fragilità sanitaria, sociale ed economica.

Uno sconvolgimento che porta a riflettere con maggiore responsabilità alle tante fragilità apparse intorno a noi e, come ribadito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità proprio in questi giorni, alla fragilità del nostro Pianeta, intimamente legata alla salvaguardia della nostra futura salute. 

Ormai sappiamo tutti quanto questa nostra unica Terra stia soffrendo a causa dell’inquinamento e dello sfruttamento delle terre e quanto sia urgente l’impegno di tutti per fermare un degrado ambientale le cui conseguenze potrebbero essere catastrofiche.

L’Unione Europea, adottando la strategia di un “Green Deal” europeo, si è fissata l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Si tratta di un obiettivo ambizioso e necessario, che richiede cambiamenti strutturali nell’economia, nel modo di produrre e nella trasformazione della società, ma richiede soprattutto un radicale cambiamento culturale in ognuno di noi. É una strategia che vuole portare l’Europa ad assumere un ruolo guida nel quadro dell’Accordo di Parigi sottoscritto nel 2015.

Visto il richiamo alla partecipazione di ogni cittadino per raggiungere l’obiettivo fissato, è importante mettere in evidenza l’impegno esemplare di  alcuni cittadini che ogni anno vengono ricompensati con il prestigioso Goldman Environmental Prize, una sorta di Premio Nobel per l’Ambiente.

Come sottolineato dal Presidente della Fondazione Goldman, quest’anno il premio è andato a “sei leader coraggiosi e generosi che stanno lottando per ottenere importanti cambiamenti nonostante gli ostacoli e le difficoltà che devono affrontare. (…) Sono una guida da seguire e dimostrano che ogni persona ricopre un ruolo vitale nella protezione e nella cura del nostro Pianeta ferito”.

Sono parole importanti rivolte a quattro donne e due uomini, che lottano senza tregua in varie parti del mondo senza che i loro nomi e le loro attività siano conosciuti: Kristal Ambrose dalle Bahamas, Nemonte Nemquino dall’Equador, Kibele Ezkiel dal Ghana, Leydy Pech dal Messico, Sein Twa da Myanmar, Lucie Pinson dalla Francia. 

Sono impegni coraggiosi che ci riguardano da vicino perché la difesa della loro terra fa parte della difesa dell’intero Pianeta: Kristal ha vinto la sua battaglia contro l’uso della plastica e continua a lottare per la salvaguardia del suo arcipelago; Nemonte, sostenuta dalla sua comunità indigena, ha salvato 202.000 ettari di foresta amazzonica pluviale minacciati da attività estrattive; Kibele e la sua organizzazione sono riusciti a bloccare la costruzione di una centrale a carbone e a convincere il Governo del Ghana ad adottare un Piano per l’uso di energie rinnovabili; Leydy, apicoltrice Maya, ha guidato una coalizione che ha impedito alla Monsanto di piantare semi di soia geneticamente modificati; Sein ha fondato un parco di 546 mila ettari per preservare la biodiversità nella sua regione, messa a rischio dalla deforestazione e dalle attività estrattive; ed infine Lucie che ha ottenuto la sospensione degli investimenti nelle energie fossili da parte di alcune grandi banche in Francia. 

Nomi da ricordare ed impegni da prendere ad esempio, perché i tempi che ci aspettano sono carichi, per ognuno di noi, di nuove e laboriose sfide. 

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