La guerra in Ucraina e il deterioramento del quadro di sicurezza europeo hanno riportato la difesa al centro dell’agenda dell’Unione Europea. La necessità di rafforzare le capacità degli Stati membri, di ridurre le dipendenze strategiche e sostenere una base industriale e tecnologica europea più competitiva ha portato la Commissione a sviluppare un ventaglio di iniziative volte a rafforzare la preparazione dell’UE e la cooperazione interna.
Il principale riferimento è il Libro bianco sulla difesa europea – Readiness 2030, che propone di mobilitare fino a 800 miliardi di euro per rafforzare le capacità di difesa dell’Unione. In questo quadro, tra gli strumenti previsti figura SAFE, un programma di prestiti da 150 miliardi di euro destinato a sostenere gli investimenti degli Stati membri attraverso acquisti congiunti sul mercato. La Commissione ha individuato alcune aree prioritarie d’investimento, tra cui la difesa aerea e missilistica, i droni, la mobilità militare, l’artiglieria, la guerra elettronica, il settore spaziale, la cibersicurezza e le munizioni.
Uno degli strumenti centrali è il Fondo europeo per la difesa (European Defence Fund, EDF), che per il periodo 2021-2027 dispone di quasi 7,3 miliardi di euro per sostenere progetti collaborativi di ricerca e sviluppo nel settore della difesa. All’interno di questo ecosistema, EUDIS mira, in particolare, a coinvolgere startup, piccole e medie imprese e nuovi operatori nello sviluppo di tecnologie innovative. Inoltre, con AGILE, la Commissione ha introdotto uno strumento pilota destinato a finanziare lo sviluppo e l’impiego rapido di tecnologie innovative per la difesa, comprese soluzioni basate su intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche e sistemi senza equipaggio.
Passando, invece, dalla ricerca e sviluppo alla produzione e all’approvvigionamento, l’UE sta rafforzando la propria base industriale della difesa. La Strategia industriale europea della difesa (European Defence Industrial Strategy, EDIS) definisce una prospettiva comune fino al 2035 e punta a rendere l’industria europea più competitiva, innovativa e capace di rispondere rapidamente alle esigenze degli Stati membri. La strategia incoraggia inoltre maggiori investimenti congiunti e una cooperazione più stretta tra imprese europee, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione del mercato della difesa. Parallelamente, il Programma industriale europeo della difesa (European Defence Industry Programme, EDIP) dispone di 1,5 miliardi di euro e mira a sostenere la produzione, la cooperazione industriale e gli acquisti comuni, con una parte significativa delle risorse destinata al sostegno dell’Ucraina, diventato uno degli elementi centrali dell’azione dell’UE dall’inizio dell’invasione russa.
Altri strumenti intervengono, invece, sul rafforzamento immediato della capacità produttiva e degli approvvigionamenti. ASAP, con circa 500 milioni di euro, sostiene l’incremento della produzione europea di munizioni e missili e mira a superare le strozzature nelle catene di approvvigionamento. EDIRPA, dotato di 310 milioni di euro, incentiva gli Stati membri a effettuare acquisti congiunti nei settori considerati prioritari.
Nel complesso, le iniziative della Commissione, seppur numerose e frammentate, delineano una politica sempre più orientata a una maggiore autonomia strategica europea, fondata su investimenti, cooperazione tra gli Stati membri, rafforzamento dell’industria della difesa e sviluppo di nuove tecnologie.
Per maggiori informazioni: Difesa, Che cosa fa l’UE?













