
Il nuovo piano d’azione ufficiale dell’Unione Europea per la gestione delle rotte migratorie illegali lungo la Manica è stato presentato il 16 giugno.
Tra le misure proposte è possibile trovarne alcune che hanno l’obiettivo di agire a partire dai paesi di origine e di transizione (tutti i paesi che vengono attraversati nel percorso per arrivare in un determinato paese). Tra queste si possono citare ad esempio azioni di rafforzamento delle frontiere esterne o lo smantellamento delle reti di contrabbando. La migrazione illegale lungo la rotta della Manica è spesso causa di molte perdite di vita in mare e genera richieste in materia di controllo delle frontiere, ordine pubblico e capacità di accoglienza negli Stati membri più direttamente interessati.
Si è già verificato un calo dei tassi migratori, in particolare una diminuzione pari al -55% dal 2024. Anche i valichi di frontiera illegali all’uscita lungo la Manica sono diminuiti anche se rimangono alti, con quasi 64.000 tentativi di attraversamenti nel 2025.
Il piano d’azione si focalizza su 3 aspetti prioritari: rafforzare la diplomazia migratoria lungo la rotta, interrompere le reti di contrabbando e le loro infrastrutture criminali e rafforzare la gestione delle frontiere. Il tutto in collaborazione con il Regno Unito che è un partner chiave nel fornire il pieno potenziale di questo piano.
Per quanto riguarda il primo aspetto, si può dire che la collaborazione internazionale può giocare un ruolo importante nel frenare gli attraversamenti illegali.
Per interrompere la rete di contrabbando e le infrastrutture criminali, oltre alla cooperazione, gli Stati membri lavoreranno anche sulla mappatura delle reti di contrabbando.
Il piano d’azione aumenterà la capacità operativa ai confini tra il Regno Unito e gli Stati membri più esposti, rafforzando la gestione delle frontiere.
Per approfondire: EU Action Plan for the Channel migratory route












