Lottare contro i discorsi d’odio in Europa

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Il discorso d’odio razzista, contro i migranti e gruppi LGBTi, alimenta la violenza quando non viene contrastato. La commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI, organo del Consiglio d’Europa) richiama l’attenzione su tale fenomeno e esprime grande preoccupazione, nel suo più recente rapporto annuale, per l’aumento dei discorsi d’odio nelle società democratiche europee. La commissione propone di contrastare il discorso d’odio in ambito politico, rafforzando le politiche e la legislazione in materia, promuovendo  l’uso dell’intelligenza artificiale per la rimozione dei contenuti d’odio online. Tali interventi risultano fondamentali sia per la tutela dei bambini e degli adolescenti, sia  per garantire un ambiente sicuro a tutti coloro che si impegnano nella lotta contro il discorsi d’odio.

La forma più diffusa è il discorso d’odio di natura etnica e razziale , seguito da quello basato sulla religione, sulla cittadinanza, sull’orientamento sessuale e di genere. In particolare, le manifestazioni di odio antisemita e anti-mussulmano continuano ad essere le più frequenti nelle statistiche ufficiali di diversi paesi europei, registrando un’impennata significativa in seguito all’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023 e alla conseguentedevastante e brutale guerra nella Striscia di Gaza.

Il discorso d’odio si fonda su stereotipi negativi e disinformazione, in particolare durante i periodi elettorali. Bertil Cottier, presidente dell’ECRI sostiene che le persone non devono sentirsi insicure a causa della propria identità, e soprattutto, non devono essere  escluse dalla vita pubblica. Ciò implica che il discorso d’odio non riguarda soltanto l’esclusione, ma soprattutto  il funzionamento stesso della democrazia. Per ciò, l’ECRI ha invitato i partiti politici a sottoscrivere “la carta dei partiti politici europei per una società inclusiva e non razzista.” E di conseguenza, Il Consiglio d’Europa ha lanciato, nel settembre 2025, “ il nuovo Patto democratico per l’Europa” che si spera offrirà una seria opportunità per rafforzare i principi democratici contro l’odio in tutta Europa.

Per approfondire: comunicato del Consiglio

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