
Al seminario ad alto livello sulla nuova strategia europea per le infrastrutture di ricerca e tecnologia , tenutosi al Comitato delle Regioni (CdR) il 5 maggio, hanno partecipato leader regionali, rappresentanti della DG Ricerca e Innovazione della Commissione europea, e vari esperti nel settore. Al cuore dell’evento è stato il tema di come rafforzare gli ecosistemi regionali di ricerca e innovazione, e quindi stimolare la competitività globale dell’UE.
La sfida attuale, come sostenuto dagli esponenti della Commissione, è ottenere un maggior coordinamento tra le infrastrutture regionali di ricerca e innovazione, così da creare una più marcata aderenza tra le realtà locali e le priorità strategiche dell’Unione. Il membro della Commissione ITRE (Industria, Ricerca ed Energia) del Parlamento europeo Eszter Lakos ha posto particolare enfasi sul rafforzamento della cooperazione transfrontaliera, un tassello fondamentale per il miglioramento della competitività europea.
Non sono mancati i richiami di alcuni esponenti del CdR a un tema caro all’istituzione, ovvero il ruolo e l’impatto degli enti locali e regionali nel processo: dal momento che, si dice, regioni e città non sono meri attuatori, ma attori indispensabili nell’elaborazione e costruzione di reti di innovazione competitive, occorre preservare, anzi potenziare, la governance multilivello, al fine di produrre benefici tangibili per i cittadini europei, in termini di posti di lavoro, sviluppo delle competenze e competitività regionale.
Il seminario si è concluso con un’intesa condivisa tra le parti: la futura forza innovativa dell’UE dipenderà dal grado di integrazione del suo panorama infrastrutturale, che necessita di un coordinamento strategico intensificato tra le diverse realtà locali.
Per approfondire: Il CdR sottolinea il ruolo delle regioni nelle infrastrutture di ricerca e tecnologia












