Nel dibattito sul mercato del lavoro giovanile, uno degli indicatori chiave è la coerenza tra il percorso di studi e l’occupazione effettivamente svolta, tuttavia studiare per anni non garantisce necessariamente di lavorare nel settore per cui ci si è formati. Secondo una statistica Eurostat risalente al 2024 e pubblicata lo scorso 18 febbraio, solo il 56,4% dei giovani di età compresa fra 15 e 34 anni in Europa con un livello di istruzione medio o alto ha dichiarato una corrispondenza alta tra il proprio campo di studi e le proprie esigenze lavorative: in Europa dunque quasi un giovane su due svolge un lavoro poco o per nulla collegato alla propria formazione.
Ad abbassare questa percentuale sono i dati che riguardano i giovani laureati in discipline umanistiche o sociali, ambiti sempre più compromessi e demistificati da un mondo che ormai da tempo sembra non riconoscerne più un’utilità pratica.
Al contrario, la corrispondenza migliore è stata riscontrata nei settori della salute e del welfare, dove l’80,6% dei giovani con un alto livello di istruzione lavora in stretta relazione con il proprio percorso di studi.
A livello nazionale i Paesi che hanno registrato le percentuali di corrispondenza istruzione-impiego più alte (75-76%) sono Lettonia, Lituania e Germania, mentre deludono Italia, Slovacchia e Danimarca, con percentuali tra il 40% e 47%.
Così i dati parlano chiaro: istruzione e lavoro per i giovani in Europa non sempre vanno di pari passo…che questa sia la nuova sfida dell’UE?
Per approfondire: 56% of youth in jobs matching their field of education, Young people – qualificati ons, skills and job alignment, Eurostat Labour market Overview e Database













