
Sin dalla sua fondazione nel 1995, il Premio Nord-Sud del Consiglio d’Europa riconosce ogni anno personalità, organizzazioni o istituzioni che si distinguono per la promozione e la difesa dei diritti umani, della solidarietà internazionale, della democrazia e del dialogo interculturale. Nel tempo, il riconoscimento ha assunto una forte dimensione politica e civile, richiamando l’attenzione sul legame tra cooperazione internazionale, tutela dei diritti e responsabilità condivisa.
Quest’anno è stato assegnato a Bragi Guðbrandsson, esperto islandese di diritti dell’infanzia e tra i principali promotori del modello Barnahus – “la casa dei bambini”, un luogo che offre protezione, assistenza e giustizia ai minori vittime o testimoni di violenza –, e a Rami Abou Jamous, giornalista palestinese premiato per il suo lavoro di testimonianza e per il contributo alla comprensione delle realtà vissute nei contesti di conflitto.
La cerimonia di consegna si terrà il 19 maggio al Parlamento portoghese, a Lisbona, e sarà presieduta dalle autorità istituzionali portoghesi. La località della premiazione non è casuale: l’edizione 2026 assume un significato particolare perché coincide con il 40° anniversario dell’adesione del Portogallo al Consiglio d’Europa, confermando il valore simbolico e politico del premio in un momento segnato da tensioni internazionali e fragilità sociali.
Per maggiori informazioni: il comunicato del Consiglio d’Europa












