29 febbraio: giornata di manifestazioni sindacali europee per l’occupazione e la giustizia sociale

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Alla vigilia del Vertice europeo del 1 e 2 marzo in cui i Capi di Stato e di Governo saranno chiamati a firmare il Patto sulla disciplina di bilancio, la Confederazione europea dei sindacati (CES) ha indetto una giornata di manifestazioni sindacali in tutti i Paesi dell’Unione europea per dimostrare la sua opposizione alle gravi misure di austerità che portano verso la recessione e per proporre una governance alternativa per l’occupazione e la giustizia sociale.

Gli effetti della crisi finanziaria, economica e sociale hanno raggiunto livelli insostenibili in quasi tutti i Paesi. La CES condanna una politica che pone l’austerità come unica risposta alla crisi e che avrà come effetto di smantellare il modello sociale europeo, di giustificare i tagli nei salari e nei servizi pubblici, indebolire la protezione sociale,  esasperare la flessibilità del mercato del lavoro e intaccare i diritti sindacali. Una politica che porterà l’Europa a spingersi sempre più nella recessione e nella precarietà.

Tutti i paesi dell’Unione Europea parteciperanno a questa giornata d’azione della CES  per riportare al centro dei dibattiti europei altre urgenti priorità : la ripresa economica, l’occupazione e la solidarietà. Molti sindacalisti hanno deciso di manifestare al fianco del popolo greco, oggi particolarmente colpito dalle misure di austerità  imposte da Bruxelles.

Bernadetto Ségol, Segretario generale della CES ha dichiarato :”I sindacati europei, che si mobilitano per la prima volta lo stesso giorno in tutta Europa, reagiscono alle gravi ingiustizie che si stanno perpetrando. Teniamo a dire, alla vigilia di un importante Vertice europeo, che esistono delle alternative a questa Europa senza solidarietà, senza progetto, senza speranza e senza prospettive”.

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1 COMMENTO

  1. Il “Patto sulla Disciplina di Bilancio” dovrebbe coniugarsi – a mio avviso ed anno dopo anno – con una “graduale” crescita dell’economia, prima italiana e poi europea.
    Dovrebbe essere e mirato alla massima occupazione di giovani e meno giovani.
    Sempre a mio avviso, il “disciplinare” le austerità annuali di bilancio non favoriscono “giustizie sociali” rivendicate anche dai Sindacati europei ma producono – aumentandole di anno in anno – variabili accumuli di “povertà” che, non sempre, potranno essere sostenute con la varie “casse integrazioni, ordinarie,straordinarie e derogate” – in Italia – o con i diversificati “sussidi pubblici” negli altri Paesi europei.
    Tutti questi interventi di “sopravvivenza” – diciamocelo con chiarezza – non concorrono e ne potranno ridurre o riportare – nei tempi annunciati – il pareggio dei bilancio degli Stati.
    Sono certo che sia il Prof. Senatore Mario Monti che i Capi di Stato e di Governo conoscono gli ultimi dati Istat sull’aumento dello 0,2% della disoccupazione, da dicembre a gennaio 2012, raggiungendo il 9,2%.
    Così come conoscono, esaminando e “disciplinando i bilanci con il patto” che i disoccupati segnalati da Eurostat sono 24.325 milioni, di cui il 22,4% giovani nell’Unione Europea, distinti in 16.925 in Eurozona, di cui il 21,6% giovani.
    Per l’Italia siamo al 31,1% di disoccupazione giovanile e se non parte la riforma del mercato del lavoro – con l’apprendistato a tempo indeterminato – potremmo presto raggiungere, purtroppo, la Spagna e la Grecia che contano rispettivamente il 49,9% ed il 48,1% di giovani disoccupati.
    Sempre a mio avviso, ogni “Patto sulla disciplina dei bilanci” non può essere “DISGIUNTO” da altrettanti previsionali quanti certi e visibili rilanci,essenzialmente, di:
    – politiche industriali, delle infrastrutture e dei servizi di sviluppo territoriali;
    – di politiche agricole e agroalimentari,qualificate nazionali ed articolate nel contesto di sostegno comunitario (riformando la PAC).
    E, nel nostro Paese, avviarsi con scelte prioritarie verso la implementazione dei comparti tecnologici e della ricerca applicata – innovativa e mirata al successo sui mercati internazionali.
    Ricerca e innovazione, quindi, integrata in “sostenibili sviluppi territoriali” sia in agricoltura che nelle attività ad essa connesse e, tutti, mirati alle alte qualità di prodotto, agroalimentari e agrituristicoi, da offrire al consumatore a dimensione europea.
    Non è lungimirante – a mio avviso – persistere unicamente nelle “austerità” o bloccare la crescita dell’economia per le “ristrettezze di bilancio” (pur condividendo il necessario patto di bilancio disciplinato).
    Il mancato rilancio produttivo intersettoriale e dei consumi,privati e pubblici, congiunto ad una debole crescita della economia non solo alimenterebbe la inoccupazione dei giovani e meno giovani, ma non scalfirebbe neppure il debito pubblico, anzi, il debito pubblico tenderebbe ad aumentare.
    Nel concreto, se consideriamo l’ultimo decennio, con una politica di bilancio italiano “restrittivo e di mancata crescita” la riduzione del debito pubblico è stato mediamente ridotto di appena l’1,4%/anno (dal 121% del PIL anno 1995 al 104% del 2007).
    Concludo: a mio avviso, OK, il “Patto sulla disciplina di Bilancio” se contestualmente, con priorità, ogni intervento di spesa sarà orientato verso la crescita economica, nazionale ed europea.
    Perché, con queste scelte, si eleva la dignità della persona: tanto con il lavoro contrattato e partecipato quanto con la equa redistribuzione dei risultati.
    Donato Galeone

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