Il 25 novembre e la violenza contro le donne

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Da alcuni anni a questa parte il 25 novembre è dedicato alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Tema ricorrente quindi e sempre dolorosamente presente in ogni società e ai quattro punti cardinali del nostro Pianeta. 

E’ anche il giorno in cui si attira l’attenzione su cifre e percentuali:  al secondo anno di pandemia e in una situazione sociale e sanitaria completamente sconvolta, la violenza è in crescita fra le mura domestiche e maggiori sono le difficoltà per le donne a cercare riparo, continuano le follie femminicide, crescono le paure delle donne ad imboccare strade di autonomia, si offuscano sempre più gli orizzonti del rispetto dei loro diritti. 

Sebbene le Istituzioni internazionali abbiano iniziato ad attirare l’attenzione su questo tragico aspetto delle relazioni di genere negli anni settanta, è soltanto nel 2011 che viene adottata, dal Consiglio d’Europa, la Convenzione di Istanbul,  primo strumento internazionale giuridicamente vincolante “sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica”. La Convenzione introduce un elemento importante: riconosce la violenza sulle donne come forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione. 

Uno strumento recente, ma che riconosce quanto profonde nella storia siano le radici della violenza e quanta strada è ancora necessario percorrere perché vengano rispettati i diritti, la dignità e il ruolo essenziale delle donne nella società. 

Se le violenze, sotto tutti gli aspetti, crescono nel mondo, questo 25 novembre è particolarmente significativo per le donne afghane, alle quali sono stati tolti, in brevissimo tempo, tutti i loro diritti e il loro futuro. Una situazione che non può esaurirsi nell’attenzione di un solo giorno, ma che ci ricorda quanto importante sia la costante difesa di tali diritti per mettere fine alla barbarie della violenza.

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