2 giugno 1946: le ventuno Madri Costituenti

31

Il 2 giugno 1946 il popolo Italiano fu chiamato alle urne per il referendum istituzionale tra Monarchia o Repubblica e per eleggere l’Assemblea costituente e per la prima volta nella storia del nostro Paese nessuno fu escluso: anche le donne poterono esercitare il diritto al voto.

il suffragio universale e l’esercizio dell’elettorato passivo alle elezioni per l’Assemblea Costituente, già esteso alle cittadine per le elezioni amministrative a partire dal decreto del gennaio 1946, portarono per la prima volta all’interno di un’assemblea rappresentativa nazionale (il futuro Parlamento) anche le donne.

Nonostante il riconoscimento formale dei diritti politici, la presenza femminile nelle liste dei partiti rimase ancora molto limitata. Alle elezioni del 2 giugno 1946 le candidature delle donne furono infatti estremamente ridotte rispetto a quelle maschili: su un totale di 556 deputati furono elette 21 donne, di cui nove della Democrazia cristiana, nove del Partito comunista, due del Partito socialista e una dell’Uomo qualunque.

Quelle donne furono:

Adele Bei (PCI)

Bianca Bianchi (PSI)

Laura Bianchini (DC)

Elisabetta Conci (DC)

Maria De Unterrichter Jervolino (DC)

Filomena Delli Castelli (DC)

Maria Federici (DC)

Nadia Gallico Spano (PCI)

Angela Gotelli (DC)

Teresa Mattei (PCI)

Angelina Livia Merlin (PSI)

Angiola Minella Molinari (PCI)

Rita Montagnana Togliatti (PCI)

Maria Nicotra Fiorini (DC)

Teresa Noce Longo (PCI)

Ottavia Penna Buscemi (Fronte dell’Uomo Qualunque)

Elettra Pollastrini (PCI)

Maria Maddalena Rossi (PCI)

Angela Maria Guidi Cingolani (DC)

Vittoria Titomanlio (DC)

Leonilde Iotti (PCI, nel 1979 divenne la prima donna presidente della Camera)

Da quella consultazione sarebbe emerso un gruppo di grandi donne destinate a essere ricordate dalla storia del nostro Paese come le “21 Madri Costituenti”, protagoniste della costruzione della nuova Italia repubblicana: cinque di loro (Maria Federici, Angela Gotelli, Nilde Iotti, Lina Merlin e Teresa Noce) fecero anche parte della “Commissione dei 75”, incaricata di elaborare e proporre il testo della Costituzione.

Provenienti comunque da esperienze politiche, sociali e culturali molto diverse, tutte contribuirono con pari impegno e determinazione ad un unico grande scopo: aprire alle donne le porte dei più alti livelli della rappresentanza democratica.

Il loro contributo, come spesso accade tutt’oggi nelle battaglie sociali per la parità di genere, non fu soltanto politico, ma anche fortemente simbolico: con la loro presenza nelle istituzioni dimostrarono che la democrazia italiana non poteva dirsi compiuta senza la voce e il protagonismo delle donne.

Per approfondire: Le 21 donne della Costituzione, Le donne della Costituzione

Articolo precedenteNatura 2000 Day

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here