La popolazione dell’UE oltre i 500 milioni a inizio 2010
All’inizio del 2010 la popolazione dell’UE ha superato i 500 milioni, con un aumento di 1,4 milioni verificatosi nel corso del 2009 dovuto per 900.000 unità all’immigrazione netta e per 500.000 unità all’incremento naturale.
È quanto riporta Eurostat in uno studio demografico, secondo cui al 1° gennaio 2010 si sono stimati 501,1 milioni di abitanti nei 27 Paesi dell’UE, rispetto ai 499,7 milioni del 1° gennaio 2009. Rispetto al 2008, la situazione demografica dell’UE nel 2009 è stata caratterizzata da una leggera diminuzione del tasso di natalità e un tasso costante di mortalità, mentre il saldo migratorio è sceso in misura più significativa.
Per quanto riguarda in particolare l’area dei Paesi dell’euro, osserva Eurostat, la popolazione al 1° gennaio 2010 è stata stimata in 329,5 milioni, rispetto ai 328,6 milioni dell’anno precedente. La popolazione della zona euro è quindi aumentata di circa 900.000 unità nel 2009 a causa di un incremento naturale di 300.000 unità e una migrazione netta di 600.000.
In generale, si è registrato un aumento della popolazione in 19 Stati membri e una diminuzione in 8, con i maggiori incrementi relativi osservati in Lussemburgo (17,2‰), Svezia (+9,1‰), Slovenia (+7,2‰), Belgio (+7,1‰) e Regno Unito (+6,7 ‰) e le diminuzioni più rilevanti in Lituania (-6,2‰), Lettonia (-5,7‰), Bulgaria (-5,6‰) e Germania (-2,5‰).
Con 5,4 milioni di nascite nei 27 Paesi dell’UE il tasso di natalità nel 2009 è stato di 10,7 per 1000 abitanti, in lieve calo rispetto al 2008 (10,9‰). I tassi di natalità più alti sono stati registrati in Irlanda (16,8‰), Regno Unito (12,8‰), Francia (12,7‰), Cipro (12,2‰) e Svezia (12,0‰); i più bassi invece in Germania (7,9‰), Austria (9,1‰), Portogallo (9,4‰), Italia (9,5‰), Lettonia e Ungheria (entrambi 9,6‰).
Sono stati invece 4,8 milioni i decessi registrati, con un tasso di mortalità del 9,7 per 1000 abitanti nel 2009, lo stesso del 2008. Bulgaria (14,2‰), Lettonia (13,3‰), Ungheria (13,0‰) e Lituania (12,6‰) sono stati i Paesi con i tassi di mortalità più elevati, in Irlanda (6,6‰), Cipro (6,7‰), Lussemburgo (7,3‰) e Malta (7,8‰) invece i più bassi.
Di conseguenza, la più alta crescita naturale della popolazione è stata registrata nettamente in Irlanda (10,2‰), mentre dieci Stati membri hanno avuto una crescita naturale negativa, con il maggior calo in Bulgaria e Lettonia (entrambe -3,6‰), Ungheria (-3,4‰) e Germania (-2,3‰).
Oltre il 60% della crescita della popolazione dell’UE nel 2009 è però avvenuta grazie all’immigrazione. In termini relativi, Lussemburgo (+13,2‰), Svezia (+6,7‰), Slovenia (+5,8‰), Italia (+5,3‰) e Belgio (+5,1‰) hanno registrato i maggiori flussi netti d’ingresso, mentre in Irlanda (-9,0‰) e Lituania (-4,6‰) si sono rilevati i più alti deflussi netti.



