Verso la Politica Energetica Comune

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Il 9 marzo scorso il Presidente della Commissione europea Manuel Barroso ha presentato il Libro Verde sull’Energia nel quale, partendo dai dati di realtà   dell’aumento dei prezzi di gas e petrolio (raddoppiati negli ultimi due anni) e della crescente dipendenza europea per l’approvvigionamento energetico (si arriverà   al 70% nel 2030), si delineano obiettivi e strategia della politica energetica dei prossimi anni.

L’Unione europea, si legge nel documento della Commissione, ha dalla sua il fatto di essere il secondo consumatore mondiale di energia e di essere all’avanguardia in tema di efficienza energetica, ricerca di fonti rinnovabili e tecnologie a bassa emissione clima-alteranti. E’ necessario a questo punto un maggior coordinamento della politica energetica in vista dell’obbiettivo della sostenibilità  , della competitività   e della sicurezza dell’energia.

Le parole chiave del documento della Commissione sono:

Unità   » L’Europa deve parlare ad una sola voce, rafforzando i parternariati con i Paesi fornitori limitrofi e la cooperazione con il Medio Oriente per mercati aperti e sicuri.

Integrazione » La Commissione propone di creare un vero mercato unico europeo dell’elettricità   e del gas, puntando sull’apertura e sulla competitività   dei mercati ma anche sulla sicurezza e sulla sostenibilità  . Questi sono, infatti gli elementi che garantiscono servizi di qualità   per i consumatori finali e che creano le condizioni per il vero abbattimento delle barriere nazionali.

Solidarietà   » L’Europa deve mettersi in grado di reggere le «fluttuazioni « del mercato e le variazioni dell’offerta gestendo in maniera solidale le riserve di gas e di elettricità  .

Sostenibilità   » Bisogna puntare sulle energie rinnovabili e a bassa emissione di carbonio (energia solare, energia eolica, carbone pulito) senza privilegiarne nessuna e facendo crescere il «mix energetico», cioè la combinazione di idrocarburi e altre fonti di energia.

Efficienza » E’ necessario cambiare anche la domanda di energia, sviluppando tecnologie ed abitudini che modifichino radicalmente i modelli di consumo a favore di una crescita sostenibile.

Innovazione » L’Europa deve conservare, anche attraverso la creazione di un Istituto europeo di tecnologia, la sua posizione di avanguardia in materia di sviluppo di tecnologie a bassa emissione di carbonio.

Queste priorità  , conclude la Commissione, vanno perseguite sin da ora perchà© per mettere a regime alcune fonti energetiche alternative ci vorrà   molto tempo e perchà© è importante, come le vicende del gas russo hanno ben dimostrato, puntare sulla diversità   e sulla differenziazione delle fonti di approvvigionamento.
La prima reazione al documento della Commissione è venuta del Parlamento che, all’immediata vigilia del Consiglio europeo ha votato una risoluzione nella quale si è espresso criticamente nei confronti del Libro Verde che, a detta degli eurodeputati non compie nessun passo avanti significativo, non formula nessuna proposta concreta e «non avere ambizioni» rispetto alla pesante dipendenza energetica di alcuni settori quali i trasporti e l’aviazione. Il Parlamento chiede alla Commissione e al Consiglio di mettere in atto piani di azione concreti, di legare la politica energetica alla politica estera comune e di instaurare una larga cooperazione con i grandi Paesi- consumatori di petrolio e di gas, sviluppati o emergenti, per elaborare una strategia globale di organizzazione della domanda e di contrasto all’oligopolio dell’offerta.

Secondo il Parlamento una politica attiva di sostegno alle riforme democratiche e allo sviluppo della società   civile nei Paesi di produzione e transito dell’energia è indispensabile per rendere sicuri gli approvvigionamenti, tema sul quale si impone un ragionamento di lungo periodo nell’ottica del rafforzamento della solidarietà   tra Stati membri e della responsabilità   condivisa nell’implementazione delle politiche energetiche nazionali.

Il mercato interno, si legge ancora nel documento parlamentare, non è oggi un fatto compiuto: troppo grandi le distorsioni dovute a misure protezionistiche messe in atto dagli Stati membri.

E’ necessaria, allora, una maggiore collaborazione tra autorità   comunitarie e nazionali per la realizzazione di una concorrenza leale e non discriminatoria.

Quanto alle fonti energetiche e alla loro sostenibilità  , il Parlamento invita la Commissione ad investire massicciamente in efficienza energetica, ribadisce il suo sostegno alle fonti rinnovabili e sottolinea che l’Unione deve fare di più su questo versante investendo risorse del VII Programma Quadro Ricerca; in materia di energia nucleare sono gli Stati membri a dover decidere, ma il Parlamento ribadisce che le conoscenze tecnologiche su questa fonte di energia devono essere salvaguardate e sviluppate.

Di politica energetica comune si è discusso anche dal Vertice europeo del 23 – 24 marzo. Quanto accaduto al Consiglio europeo è indubbiamente importante, perchà©, al di là   dell’enfasi di alcuni commenti, è significativo che gli Stati membri abbiano messo da parte le divisioni a favore della convergenza sui tre grandi obiettivi della sicurezza degli approvvigionamenti, della competitività   dei mercati e della sostenibilità   ambientale. Nel concreto i Venticinque hanno stabilito che entro il 2015 l’utilizzo delle energie rinnovabili dovrà   aumentare del 15% e l’utilizzo dei bio carburanti dovrà   aumentare dell’8%. L’obiettivo del risparmio energetico è stato quantificato nella misura del 20% entro il 2030; nulla si dice, invece, dell’opzione nucleare che, in sintonia con quanto richiesto dal Parlamento, resta affidata alle scelte dei singoli Stati.

Libro verde, risoluzione parlamentare e conclusioni del Consiglio europeo sono prove evidenti di un vivo dibattito su un tema strategico quale quello dell’energia; la strada da compiere per la realizzazione di una vera politica comune sembra perಠancora lunga e non priva di ostacoli resi evidenti, ad esempio, dal riemergere delle accuse di protezionismo da parte di alcuni Stati (Svezia e Regno Unito) nei confronti di altri (Francia, Italia) quando all’ultimo Consiglio Ecofin si è parlato di come creare vera leale e aperta concorrenza nel mercato dell’energia.

I prossimi mesi ci diranno se la costruzione di una politica energetica comune potrà   continuare sulla strada indicata dalla Commissione, che fin dalla metà   degli anni 90 ha adottato misure finalizzate alla vera liberalizzazione dei mercati dell’energia e del gas o se, ancora una volta, su un tema strategico, si assisterà   a dure contrapposizioni tra gli Stati membri, non superate dal prevalere dell’interesse sopranazionale.

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