Ucraina: nona serie di sanzioni dell’UE nei confronti della Russia

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Venerdì 16 dicembre la Commissione europea ha accolto con favore l’adozione da parte del Consiglio del nono pacchetto di sanzioni contro la Federazione russa, in risposta alla guerra di aggressione contro l’Ucraina.

Il 9° pacchetto impone nuovi controlli e restrizioni sulle esportazioni di beni e tecnologie a duplice uso, nonché di beni e tecnologie che possono contribuire al potenziamento tecnologico del settore della difesa e della sicurezza della Russia: motori per droni, attrezzature chimiche e biologiche, agenti antisommossa e componenti elettronici. L’UE ha inoltre ampliato l’elenco delle entità collegate al sistema militare e industriale russo con 168 nuovi listing, per un totale di 410 entità listate.

Per quanto riguarda il settore bancario l’UE ha sanzionato altre due banche russe e ha aggiunto la Russian Regional Development Bank all’elenco delle entità soggette a un divieto totale di transazione.

Sono stati poi aggiunte quasi 200 persone ed entità all’elenco di persone soggette a congelamento dei beni. Si tratta di soggetti delle forze armate russe, ufficiali, membri della Duma di Stato e del Consiglio della Federazione, ministri, autorità nelle aree occupate dell’Ucraina, partiti politici e società industriali della difesa.

Ulteriori restrizioni approvate sono state: il divieto di fornire alla Russia diversi servizi di consulenza, quali pubblicità, ricerche di mercato e sondaggi di opinione, nonché servizi di collaudo dei prodotti e di ispezione tecnica; il divieto di nuovi investimenti nel settore energetico e minerario russo, ad eccezione delle attività estrattive e minerarie che coinvolgono determinate materie prime essenziali; la sospensione delle licenze di trasmissione dei media russi NTV/NTV Mir , Rossiya 1 , REN TV e Pervyi Kanal; ed infine il divieto ai cittadini dell’Unione di ricoprire cariche negli organi direttivi di tutte le persone giuridiche, tutte le entità o tutti gli organismi russi, di proprietà statale o controllati dallo Stato russo.

Per approfondire: il comunicato della Commissione europea

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