Turchia: problemi irrisolti e prese di posizione

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A poco più di una settimana dalla presentazione del rapporto della Commissione sulla Turchia (che sarà   reso noto il prossimo 8 novembre), molte sono ancora le questioni irrisolte. Resta il problema del non riconoscimento di Cipro (la presidenza finlandese sta lavorando a una mediazione) e restano le valutazioni critiche sulla pratica della tortura non ancora estirpata del tutto.
Da segnalare, perà², nei giorni scorsi, la presa di posizione del Commissario all’Industria Gunter Verheugen che ha messo in guardia da una spirale pericolosa, potenzialmente foriera di uno scacco politico di prim’ordine. In sostanza, dall’Europa si guarda ad Ankara sottolineandone lacune e difetti. Questo rischia di non incoraggiare i leader politici di quello Stato ad andare avanti sulla strada delle riforme che la stessa Europa chiede, dando inoltre ai cittadini europei l’impressione che la Turchia non potrà   mai raggiungere l’Europa.
Sulle stesse posizioni di Verheugen è il Commissario all’allargamento Olhi Rehn, contrario all’ipotesi di partenariato privilegiato, sostenuta ancora recentemente da Angela Merkel, prossima presidente di turno dell’Unione, e osteggiata sia da Nicolas Sarkozy (ministro degli Interni francese e candidato alle prossime presidenziali), che chiede l’interruzione dei negoziati in caso di non soluzione della questione cipriota, sia da altri leader politici, secondo i quali il negoziato deve andare fino in fondo.
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