Sviluppo sostenibile: Italia indietro

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Secondo il Rapporto di valutazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs), redatto dalla Fondazione Bertelsmann in collaborazione con Development Solutions Network, l’Italia ha recentemente compiuto qualche passo avanti, pur restando in situazione critica soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture, i consumi, la lotta al cambiamento climatico e lo stato di salute dei mari.

Il Rapporto prende in esame 157 Paesi e colloca l’Italia al ventinovesimo posto, una posizione più avanti rispetto all’anno scorso, con un punteggio pari a 74,2.

Davanti all’Italia in questa classifica non ci sono solo Paesi tradizionalmente forti come Svezia (85,5), Danimarca (84,6), e Finlandia (83,0), ma anche Paesi come Slovenia (80,0), Repubblica Ceca (78,7), Estonia (78,3), Bielorussia (76,0), Lettonia (74,7) e Moldavia (74,5).

Gli obiettivi in cui l’Italia ha registrato punteggi meno soddisfacenti sono stati: il 14 (vita sott’acqua, con 43,3 punti), il 12 (consumo e produzioni responsabili, 56,5) e il 9 (imprese, innovazione e infrastrutture, 61,7). Molto positivi sono invece i risultati sugli obiettivi:

3 salute e benessere con 92,4 punti,

4 istruzione di qualità (90,8)

7 energia pulita e accessibile (87,7).

Molto buono, anche se inferiore a quello di molti altri Paesi industrializzati, il punteggio registrato dal nostro Paese in fatto di lotta alla povertà (98,5).

Infine, i risultati dell’Italia sono poco lusinghieri se si guarda all’indice complessivo che definisce la situazione di ciascun Paese, utilizzando quattro colori: verde (punti di forza), giallo o arancione (obiettivi che richiedono rispettivamente abbastanza o molto lavoro) e rosso(elementi critici).

Per l’Italia non c’è traccia di verde: sei obiettivi sono gialli, sette arancioni e 4 rossi.

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