Stato dell’Unione: il discorso di Barroso

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Il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha  tenuto l’11 settembre, davanti al Parlamento europeo, l’ultimo discorso del suo mandato sullo stato dell’Unione Europea.

Con un cauto ottimismo sulla situazione economica dell’Europa, Barroso ha colto l’occasione per valutare le misure prese in questi ultimi anni per affrontare la crisi e per enumerare le riforme ancora da completare o intraprendere prima della scadenza elettorale del maggio prossimo. “I nostri sforzi hanno cominciato a convincere i cittadini e i partner internazionali, gli spread si ristringono, la fiducia dei mercati sta tornando, le prospettive dell’economia vanno bene, la fiducia migliora e i Paesi vulnerabili cominciano a vedere i risultati dei loro sforzi”. Ma, sottolinea ancora il Presidente, l’Unione deve fare ulteriori passi avanti per quanto riguarda la crescita e, in particolare, per quanto riguarda la disoccupazione, giudicata “insostenibile e socialmente inaccettabile”.

Fra le misure prioritarie, Barroso cita in particolare il completamento dell’unione bancaria “per fare in modo che i contribuenti non siano i primi a pagare per le crisi bancarie e riportare il credito all’economia, alle piccole e medie imprese”. Insiste inoltre sulla necessità di “accelerare il ritmo delle riforme strutturali” con investimenti in settori chiave quali le telecomunicazioni, la scienza, l’innovazione e l’istruzione.

Infine, guardando alla scadenza elettorale del 2014 Barroso ha sottolineato che ”le elezioni non riguarderanno solo il Parlamento Europeo, le elezioni non riguarderanno la Commissione o il Consiglio, questa o quella personalità. Le elezioni saranno sull’Europa e su quello che abbiamo fatto negli ultimi cinque anni”, ribadendo che il messaggio principale è che “L’Europa non è la causa dei problemi, ma parte della soluzione”.

Clicca qui per leggere il discorso completo

 

 

 

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