Schulz: la spesa dell’Unione sia al centro dei prossimi negoziati

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Il presidente Schulz, a meno di 24 ore dal voto del PE che si è opposto alla proposta del Consiglio per il quadro pluriennale europeo 2014-2020, ha chiesto di affrontare nei prossimi negoziati il tema della spesa dell’Unione fino al 2020. Al vertice dei Bruxelles del 14 marzo infatti, il presidente del PE ha 
ricordato che l’austerità e i tagli al budget non possono essere il solo strumento della politica, sopratutto in questo periodo in cui “la povertà e la disoccupazione stanno crescendo in un’Europa già colpita dalla crisi con ripercussioni economiche, sociali e politiche gravi”. Questo l’avviso del presidente che ha ricordato come, per ottenere l’approvazione del PE, “il quadro pluriennale europeo dovrebbe essere adattato correttamente e libero dai deficit e incoraggiare la crescita e il mercato del lavoro”.

Il mandato del Parlamento per negoziare con la presidenza irlandese il bilancio pluriennale dell’UE per il periodo 2014-2020  è stato approvato mercoledì, dopo che i deputati del PE  hanno respinto le conclusioni del Consiglio europeo dell’8 febbraio.
La risoluzione, adottata con 506 voti a favore, sottolinea la gravità del crescente problema della carenza di fondi che mette compromettono il funzionamento di una serie di programmi comunitari (come  l’Erasmus, il Programma quadro di ricerca e il Fondo sociale) e chiede un bilancio più flessibile ed efficiente.

Il Parlamento ricorda che  i Trattati dell’UE vietano i bilanci in deficit, e chiede che la questione delle fatture non pagate dal 2012 venga regolata prima della conclusione dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale (QFP).
La risoluzione approvata conferisce al Parlamento un forte mandato negoziale, affinchè il prossimo Quadro finanziario sia sufficientemente flessibile per consentire che i fondi disponibili siano utilizzati in modo ottimale. I deputati chiedono inoltre una revisione del QFP, per dare al nuovo Parlamento e alla nuova Commissione, che entreranno in carica dopo le elezioni europee dell’anno prossimo, l’opportunità di modificare i bilanci che erediteranno.

I negoziati informali dovrebbero tradursi in un regolamento che stabilisce il Quadro finanziario pluriennale, per il quale è necessaria l’approvazione del Parlamento, e un accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione.

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