Risultati concreti e tangibili: verso una diversa Europa

2020

Nella riunione informale dei leader del 23 febbraio si è parlato delle pratiche da adottare per rendere più efficace l’azione dell’Unione europea e migliorare il collegamento tra i leader delle Istituzioni e i cittadini

In vista della riunione informale dei leader, la Commissione europea ha presentato il 14 febbraio un insieme di proposte accomunate dall’intento di rendere più efficace l’azione dell’Unione europea. Questa attenzione al rafforzamento della dimensione europea e della legittimità democratica del processo decisionale è conseguenza diretta della Relazione della Commissione europea (dell’8 maggio 2015) sulle elezioni del Parlamento europeo del 2014 e per questo, in occasione delle prossime elezioni, è utile riproporre quelle idee frutto di un’attenta analisi nel senso di riforma dell’Unione.

Un tentativo in questa direzione era già stato condotto con le elezioni del 2014 quando era stato predisposto un programma comune per il periodo del mandato redatto dalle tre Istituzioni, cosicchè la Commissione aveva potuto trasformarsi in un organo maggiormente politico, concentrata su specifiche priorità.

Così, per non abbandonare il lavoro svolto fino ad oggi, il Presidente della Commissione invita i partiti politici a ripetere l’esperienza dell’individuazione di candidati capolista e ad iniziare per tempo una campagna elettorale che sia coinvolgente ed inclusiva e attenta a mettere in evidenza il legame con i partiti politici nazionali: in questo modo si otterrebbe il rafforzamento il dialogo con i cittadini e si svilupperebbe un maggior senso di appartenenza.

Inoltre, le trattative con il Regno Unito hanno introdotto nel dibattito politico la necessità sia di ripensare la composizione del Parlamento europeo per il periodo 2019-2024, sia della Commissione: a seguito di una risoluzione contraria dello stesso Parlamento europeo, per il momento è stata abbandonata l’ipotesi di una circoscrizione transnazionale che avrebbe previsto l’attribuzione di seggi a parlamentari che rappresenterebbero trasversalmente i cittadini europei.

Per quanto riguarda invece la composizione della Commissione, il numero dei 28 commissari dovrà essere ripensato: sia perché questo numero rispondeva al principio di un commissario per Stato membro, sia per facilitare il processo di snellimento delle Istituzioni: tuttavia, il tema è delicato perché se da un lato l’idea di una Commissione più snella porterebbe maggior efficienza e più facilità di gestione, d’altro, chiuderebbe a qualche Stato membro un canale comunicativo diretto tra l’Istituzione e le autorità nazionali.

Accennato nel discorso sullo Stato dell’Unione 2017 e consentito dai Trattati, ritorna in auge la scelta di affidare ad un’unica persona i mandati sia del Presidente del Consiglio europeo, sia della Commissione europea perché potrebbe agevolare la trasformazione della struttura dell’Unione verso obiettivi di efficienza.

Infine, la Commissione è convinta delle potenzialità che provengono dal dialogo con i cittadini per riformare con obiettivi di miglioramento l’Unione: per questa ragione continuerà a fornire il proprio sostegno a quelle iniziative degli Stati membri che intendono ascoltare e dialogare con i cittadini per ripensare il futuro dell’Europa.

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