Razzismo «pervasivo e persistente» nell’UE secondo l’ENAR

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In tutta Europa continuano le manifestazioni di razzismo, nonostante qualche progresso registrato in ambiti quali l’educazione e i media, mentre estremismo e violenza razzisti sono in aumento in vari Paesi dell’UE, questo secondo il Rapporto pubblicato dall’European Network Against Racism (ENAR).
Basato sulle Relazioni-Paese preparate dai membri dell’ENAR in tutta l’UE, il Rapporto identifica le comunità   esposte al razzismo, sottolinea l’emergere di manifestazioni razziste e xenofobe contro cittadini europei (soprattutto provenienti da Romania e Bulgaria) e presenta una valutazione del contesto politico-legale europeo e delle risposte dei governi.
I dati raccolti dalle organizzazioni anti-razziste europee evidenziano manifestazioni di razzismo in una vasta gamma di settori quali occupazione, casa, istruzione, salute, ordine pubblico, accesso a beni e servizi e media. Le discriminazioni contro le minoranze etniche e religiose continuano a essere frequenti in ambito lavorativo, mentre per quanto riguarda l’accesso alla casa preoccupa il fatto che gli appartenenti alle stesse minoranze, in particolare rom, sinti e richiedenti asilo, siano molto più esposti della media dei residenti al rischio di essere senza casa o vivere in abitazioni inadeguate. Tendenze e comportamenti razzisti tra le forze dell’ordine, incluso il cosiddetto «racial profiling» (cioè l’utilizzo di criteri “etnici” nella selezione dei soggetti da sottoporre a controllo), sono segnalati in tutti i Rapporti nazionali.
Particolarmente allarmante il fatto che, come rilevato dall’ENAR, sia sempre più evidente la tendenza a considerare “accettabili” i crimini razzisti e i maltrattamenti contro appartenenti alle minoranze etniche e religiose, anche all’interno delle forze di polizia e di altre autorità   quando non da parte dei legislatori. Inoltre, si registrano tendenze preoccupanti come la crescente percezione e rappresentazione negativa dell’immigrazione e dei migranti, l’impatto dannoso di molte politiche dell’immigrazione sull’integrazione delle minoranze etniche e degli immigrati e i problemi cui sono sottoposte le minoranze etniche nell’ambito delle misure contro il terrorismo e di «ordine pubblico».
Il Rapporto indica anche alcune aree di miglioramento, in particolare per quanto riguarda i risultati ottenuti nel campo educativo e l’impatto positivo della legislazione comunitaria contro le discriminazioni etniche nell’assicurare che la discriminazione basata sull’appartenenza etnica sia considerata illegale in tutta l’UE. Tuttavia, osserva l’ENAR, l’efficacia di tali leggi deve essere rafforzata attraverso un monitoraggio accurato e sanzioni effettive.

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