Rapporto Eurojustsui crimini ambientali: serve più fermezza da parte degli Stati membri

Commercio illegale di specie protette, discariche illegali, esportazione illegale di rifiuti, questi e altri reati figurano nell’elenco di quelli segnalati dal Rapporto e che, secondo gli autori, restano largamente impuniti, nonostante le dimensioni del fenomeno e il coinvolgimento del crimine organizzato.

Mancano cifre precise ma, si legge nel Rapporto «gli autori di questi crimini restano spesso invisibili ai radar» e «la criminalità ambientale è piuttosto redditizia», stime OCSE attestano il giro d’affari tra i 30 e i 70 miliardi all’anno.

EuroJust invita gli Stati membri a mettere mano alla legislazione e all’apparato repressivo di tali crimini, superando le difformità legislative esistenti tra uno Stato e l’altro e cooperando nello scambio di informazioni e buone pratiche.

Alcuni Stati membri (Svezia, Regno Unito e Danimarca) hanno istituito la procura ambientale e, secondo il Rapporto dovrebbero essere di ispirazione per gli altri Stati membri, dal momento che gli autori dei crimini ambientali scelgono proprio gli Stati in cui le sanzioni sono più lievi.

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