Rapporto annuale sui diritti dei lavoratori

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La Confederazione Sindacale Internazionale (CSI – ITUC L’International Trade Union Confederation), ha pubblicato il rapporto annuale sulla situazione dei diritti dei lavoratori a livello globale, in cui vengono analizzate le condizioni di lavoro in 141 Paesi. Tale rapporto indica che ad ogni Paese venga attribuito un valore che va da 1 (Paesi più virtuosi) a 5 (Paesi dove le condizioni dei lavoratori toccano livelli più bassi) ed è basato su 97 indicatori relativi ai diritti fondamentali riconosciuti a livello internazionale.

Da una prima analisi emerge un forte indebolimento dei diritti dei lavoratori a livello mondiale, aggravato da attacchi alla libertà di espressione e riunione in particolare in 50 Paesi su 141. I dieci paesi che risultano avere livelli peggiori di condizioni dei lavoratori sono la Bielorussia, Cina, Colombia, Cambogia, Guatemala, India, Iran, Qatar, Turchia e gli Emirati Arabi Uniti, mentre in altri paesi, quali Indonesia, Montenegro e Paraguay, le condizioni sono peggiorate nel corso dell’ultimo anno. Paesi come la Danimarca, l’Uruguay, la Norvegia, la Lituania e l’Italia sono invece ai primi posti nella classifica, anche se come sottolinea Sharan Burrow segretaria generale della CSI-ITUC «il grado di sviluppo di un Paese si è dimostrato un indicatore inadeguato per determinare in quale misura vengano rispettati su scala nazionale i diritti basici dei lavoratori” e aggiunge “fondamentale è lavorare insieme per chiedere migliori salari e condizioni per i lavoratori per contrastare la pericolosa alternativa di un ulteriore impoverimento delle famiglie dei lavoratori e una nuova stagnazione dell’economia mondiale”.

 

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