Proclamati i quattro vincitori italiani del “Premio del cittadino europeo 2016”

1060

Il Parlamento europeo assegna ogni anno il “Premio del cittadino europeo”, un riconoscimento il cui intento è quello di mettere in evidenza cittadini, gruppi, associazioni e organizzazioni che si sono distinti per il loro impegno nella promozione di una migliore comprensione reciproca, nella ricerca di una crescente integrazione tra le popolazioni degli Stati membri e nell’agevolazione della cooperazione transfrontaliera all’interno dell’Unione Europea.

La cerimonia di premiazione è divisa in due fasi: in primo luogo, un riconoscimento celebrato a livello nazionale e, successivamente, una cerimonia di premiazione a Bruxelles, insieme ai vincitori di tutti gli Stati membri.

Dei cinquanta vincitori del “Premio cittadino europeo 2016” provenienti dai Paesi dell’Unione Europea, sono quattro quelli italiani: l’Associazione di volontariato Pegaso, la Fondazione Arché Onlus, Nawal Soufi e l’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira.

L’Associazione di volontariato Pegaso è nata nel 1998 con l’obiettivo di creare un futuro per le persone con disabilità e per tutte coloro le quali hanno perso i genitori.

La Fondazione Arché Onlus, nata un quarto di secolo fa grazie a padre Giuseppe Bettoni, si occupa di rispondere a situazioni di sofferenza di minori provocate da un grave disagio sociale o dalla malattia. Opera a Milano, Roma, San Benedetto del Tronto, Kisii (Kenya) e Chikuni (Zambia) grazie a 172 volontari e 38 operatori.

Nawal Soufi, giovane italiana di origini marocchine, è impegnata da sempre nelle attività rivolte al sociale. Nel corso del tempo, è diventata un punto di riferimento per i migranti siriani, che le telefonano dai barconi in difficoltà per lanciare il proprio SOS per sopravvivere alla traversata del Mar Mediterraneo.

L’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira, nata a Firenze nel 1954 grazie a Pino Arpioni, è impegnata nella formazione umana e cristiana dei giovani, finalizzata a un inserimento responsabile nelle comunità e alla costruzione di una casa comune europea.

 

Approfondisci

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here