Primo maggio: giorno di riflessione sul lavoro

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Il primo maggio si celebra da tantissimi anni, a ricordo di due importanti avvenimenti che hanno segnato la storia dei rapporti di lavoro e delle lotte dei lavoratori per affermare dignità e diritti. Il primo risale al primo maggio 1886 a Chicago dove, dopo intense manifestazioni sindacali, gli operai ottengono una riduzione del tempo di lavoro a 8 ore al giorno. Il loro slogan era: “8 ore di lavoro, 8 ore di svago, 8 ore di riposo”. Il secondo, legato al primo, risale al 3 maggio dello stesso anno, con l’attacco dei manifestanti da parte della polizia, l’arresto e la condanna a morte di 5 operai.

Da allora, il primo maggio diventa simbolo di un movimento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali per affermare i propri diritti, per raggiungere sempre nuovi obiettivi in tema di garanzie, sicurezza sul lavoro, giustizia sociale, formazione. Tanti anni sono trascorsi da quella data e tante sono state le lotte che i lavoratori hanno portato avanti con determinazione e coraggio, spesso con il sacrificio della propria vita.

Purtroppo, malgrado i passi avanti fatti in tanti anni, oggi il lavoro non è più un diritto e una garanzia per tutti. Una crisi finanziaria, economica e sociale, iniziata una decina di anni fa, ha escluso dal mondo del lavoro milioni di persone, in particolare tantissimi giovani, generato povertà e privato di una vita dignitosa molte famiglie. In Europa, malgrado un lievissimo miglioramento dei tassi di occupazione, sono pur sempre circa 20 milioni le persone in cerca di un lavoro.

Anche il lavoro, tuttavia, è cambiato moltissimo nel corso degli anni, a causa in particolare dei progressi tecnologici, della mondializzazione, del forte tenore di competitività economica, industriale e sociale. In questa prospettiva, si inseriscono tutte le difficoltà dei lavoratori di oggi, chiamati a difendere sempre più un lavoro precario, non adeguatamente remunerato, un lavoro spesso ostaggio di una disoccupazione competitiva.

La festa di oggi ci invita a riflettere anche su questi aspetti e sul fatto della pericolosità di un lavoro che potrebbe diventare oggetto di divisione, di competitività fra lavoratori, di dumping sociale, di scudo contro un’immigrazione venuta a cercare in Europa migliori condizioni di vita, di rifiuto di una solidarietà condivisa.

Buon primo maggio a tutti, nella riflessione e nella solidarietà di che un lavoro non l’ha più!

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