Parlamento europeo: il resoconto della seconda plenaria di novembre

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Si è tenuta a Strasburgo dal 20 al 23 novembre la seconda plenaria mensile del Parlamento europeo, incentrata in misura preponderante su tematiche legate all’ambiente e alla transizione verde.

In relazione alla COP 28 – in corso a Dubai dal 30 novembre al 12 dicembre – il Parlamento ha chiesto che l’UE si faccia promotrice di azioni volte ad aumentare gli stanziamenti internazionali in materia di lotta ai cambiamenti climatici e ad incrementare significativamente le ambizioni in materia di energie rinnovabili, efficienza energetica e ripristino della biodiversità.

Interessanti novità in materia di consumi ed economia circolare: il Parlamento ha, in primo luogo, adottato la propria posizione negoziale in relazione alla proposta di introdurre nell’ordinamento UE il “diritto alla riparazione”, adottando un approccio che mira a rendere più semplice e conveniente la riparazione dei prodotti in luogo della loro sostituzione, anche attraverso l’estensione delle attuali garanzie sui prodotti e l’agevolazione all’accesso ai pezzi di ricambio. Parallelamente, ha altresì adottato la propria posizione sulla futura normativa in materia di imballaggi, prevedendo limitazioni all’uso di imballaggi monouso, incentivi al riciclaggio e all’uso dei contenitori personali da parte degli utenti.

È stata altresì adottata la posizione in merito alla futura normativa sulle emissioni dei mezzi pesanti di nuova immatricolazione, prevedendo obiettivi crescenti di riduzione delle emissioni dal 45% per il periodo 2030-2034 sino al 90% a partire dal 2040.

Un’ulteriore proposta riguarda, invece, il regolamento “Net Zero Industry Act”, mendiante il quale si propone per l’UE, entro il 2030, l’obiettivo di produrre sul territorio dell’Unione il 40% delle tecnologie a zero emissioni nette utilizzate, nonché di far sì che tale produzione consegua una quota di mercato globale pari almeno al 25%.

È invece stata bocciata dal Parlamento la proposta della Commissione europea per una direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi, che avrebbe introdotto nuove limitazioni all’uso di tali prodotti.

Al di là della materia ambientale, la novità più significativa viene dall’approvazione definitiva del bilancio UE 2024, avvenuta a larga maggioranza; rispetto all’attuale dotazione, si segnalano aumenti dei fondi dedicati agli aiuti umanitari (250 milioni), alla politica di vicinato e cooperazione (150 milioni), al programma di ricerca Orizzonte Europa (85 milioni), al programma Erasmus+ (60 milioni), alle infrastrutture di trasporto (30 milioni), per il sostegno ai giovani agricoltori (20 milioni), per il programma LIFE (20 milioni), alla protezione civile UE (10 milioni) e alla mobilità militare (10 milioni).

Di notevole interesse anche la risoluzione con la quale il Parlamento ha sollecitato una revisione dei trattati europei che porti avanti il processo di integrazione UE, prevedendo, tra le altre cose, il riconoscimento del potere di iniziativa legislativa in capo al Parlamento e una riduzione degli spazi attualmente occupati dal voto all’unanimità. La risoluzione è stata approvata con una maggioranza piuttosto contenuta, nella quale è mancata all’appello una quota consistente del Partito Popolare Europeo. 

Novità interessante sul versante culturale: il Parlamento ha infatti adottato le proprie proposte per il cd. “Statuto dell’artista”, un pacchetto di norme che mira a migliorare le condizioni di impiego dei lavoratori del settore culturale.

Infine, sul versante della politica estera, si segnalano le risoluzioni di censura alle violazioni dei diritti umani occorse in Iran, Niger e Georgia.

La prossima plenaria avrà luogo dall 11 al 14 dicembre a Strasburgo.

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