Parlamento europeo: il resoconto della prima plenaria di maggio

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Si è conclusa la prima plenaria di maggio del Parlamento europeo, svoltasi a Strasburgo dall’8 all’11 maggio.

La sessione, inaugurata con un minuto di silenzio in commemorazione delle vittime della sparatoria in Serbia, ha visto la partecipazione del Cancelliere tedesco Scholz il quale, in un dibattito con i deputati, ha sottolineato la necessità di dare vita ad un’UE “geopolitica, allargata e riformata” per poter far fronte alle sfide presenti e future. 

Ampio spazio a provvedimenti correlati alla guerra in corso in Ucraina, a cominciare dalla decisione degli eurodeputati di avviare la procedura d’urgenza per l’adozione del provvedimento con il quale si intende accelerare la produzione europea di munizioni (Act in Support of Ammunition Production – ASAP), allo scopo di far fronte alle crescenti necessità legate al conflitto in Ucraina. 

Il sostegno all’Ucraina si è tradotto altresì in misure sul versante economico: il Parlamento ha infatti approvato il provvedimento con il quale si rinnova, per un anno, la sospensione dei dazi doganali sulle importazioni di prodotti agricoli ucraini.  

Il sostegno economico dell’UE si estende anche alla Moldavia: è stato infatti disposto un nuovo stanziamento da 145 milioni di euro nell’ambito del programma di Assistenza macrofinanziaria, con il quale il Paese finanzierà la prosecuzione delle riforme economiche ed istituzionali.

Riflettori puntati anche sull’economia. 

I deputati hanno approvato una risoluzione nella quale si evidenziano le numerose difficoltà create dall’attuale contesto economico: l’inflazione sta riducendo la reale capacità finanziaria dell’UE e, parallelamente, il rialzo dei tassi di interesse ha reso più oneroso il rimborso dei prestiti contratti per finanziare i piani di ripresa. Per queste ragioni, i Parlamentari hanno sottolineato la necessità di rivedere i bilanci e le entrate dell’UE; su quest’ultimo punto, in particolare, hanno espresso timori circa la capacità delle nuove risorse proprie dell’UE di far fronte alle future necessità, suggerendo – in attesa di una proposta in merito della Commissione, prevista nell’anno corrente – alcune potenziali nuove fonti di entrata per il bilancio UE.

Il Parlamento ha inoltre votato il discarico dei bilanci del 2021 per le istituzioni europee (salvo il Consiglio europeo, in merito al quale la decisione è stata posticipata): nella risoluzione di accompagnamento alla decisione, ha sottolineato la necessità di implementare ulteriormente il meccanismo di condizionalità che lega l’erogazione dei fondi al rispetto dello stato di diritto e ha manifestato perplessità in merito alla ristrettezza del novero di strumenti di controllo a disposizione dell’UE rispetto all’uso dei fondi dei piani di ripresa.

In materia ambientale, il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione in merito alla proposta di legge sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell’energia, chiedendo un rafforzamento degli obblighi previsti nei confronti di importatori e operatori del settore.

I deputati si sono altresì pronunciati in merito alla proposta di direttiva sul cd. “Greenwashing”, ossia la pratica, portata avanti da alcune aziende, di presentare ingannevolmente i propri prodotti quali “sostenibili” da punto di vista ambientale. Il Parlamento ha sottolineato la necessità di vietare l’apposizione di diciture quali “ecologico”, “rispettoso dell’ambiente”, etc. se non accompagnate da prove in merito alla sussistenza di tali qualità e ha inoltre proposto l’introduzione del divieto di progettare i prodotti in modo da causarne un prematuro malfunzionamento (cd. “obsolescenza programmata”).

Novità importante sul versante sociale: i Parlamentari hanno infatti dato il proprio via libera all’adesione dell’Unione europea alla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne. L’adesione dell’UE si era fermata per via della mancata ratifica da parte di 6 Paesi – Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Lituania e Slovacchia – sino alla conferma da parte della Corte di Giustizia UE, nel 2021, della possibilità di ratificare la convenzione con un voto a maggioranza qualificata.

Per concludere, in materia di politica di vicinato ed estera, il Parlamento UE ha invitato i governi di Kosovo e Serbia a normalizzare le reciproche relazioni e ha censurato le violazioni dei diritti umani accadute in Algeria, Bielorussia e Myanmar

La prossima plenaria avrà luogo il 31 maggio a Bruxelles.

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