Parlamento europeo: il resoconto della Plenaria di settembre

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Prima sessione plenaria dopo la sosta di agosto per il Parlamento europeo, riunitosi dal 13 al 16 settembre.

Al centro dei lavori, il discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato mercoledì 15 dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, in merito al quale si rimanda al commento di Franco Chittolina (il discorso in italiano è disponibile qui).

Numerosi i temi in agenda, a cominciare dall’approvazione della Riserva di adeguamento alla Brexit, un fondo da 5 miliardi di euro destinato a finanziare iniziative volte a limitare i contraccolpi su cittadini e imprese dell’uscita del Regno Unito dall’Unione: Irlanda (1.064 milioni di euro), Paesi Bassi (810 milioni) e Francia (672 milioni) tra i maggiori beneficiari; l’Italia riceverà 134 milioni. 

Sul versante delle libertà democratiche e del rispetto dello stato di diritto, il Parlamento ha approvato una risoluzione di condanna nei confronti della Polonia, ove è attualmente in discussione un disegno di legge – già approvato dalla camera bassa del Parlamento polacco – che, se definitivamente approvato, limiterebbe notevolmente l’indipendenza e la libertà di critica dei giornalisti dell’emittente pubblica locale; gli eurodeputati hanno inoltre espresso apprezzamento nei confronti dei provvedimenti adottati dalla Commissione europea per tutelare l’indipendenza della magistratura polacca e hanno ribadito la centralità del primato del diritto dell’Unione sui diritti nazionali.

Sul versante delle politiche migratorie, il Parlamento ha approvato la proposta di riforma del sistema europeo della Carta blu che regola i criteri di ingresso e soggiorno nell’Unione per i lavoratori qualificati provenienti da Paesi extra-UE. La riforma mira ad introdurre criteri meno stringenti allo scopo di facilitare l’ingresso di manodopera qualificata in settori chiave, attualmente afflitti da gravi carenze. 

Novità importanti sul versante sanitario: il Parlamento ha adottato due proposte finalizzate rispettivamente a negoziare con i governi nazionali l’estensione del mandato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e il rafforzamento del meccanismo UE di risposta alle crisi sanitarie, nell’ambito del complessivo rafforzamento della cd. “Unione della salute”. Inoltre, è stata adottata una risoluzione con la quale si richiede l’adozione di un piano per giungere alla messa al bando, in tutti i Paesi UE, delle sperimentazioni sugli animali nella ricerca medica.

Per quanto concerne le politiche di genere, il Parlamento ha approvato una risoluzione sui diritti delle persone LGBTIQ con la quale, in conformità a quanto stabilito dalla Corte di giustizia europea nella sentenza “Coman & Hamilton”, si sollecita il riconoscimento in tutti i Paesi UE delle unioni o matrimoni celebrati in uno Stato membro tra persone dello stesso sesso, e il conseguente riconoscimento dei diritti correlati (libera circolazione, ricongiungimento familiare, etc.). Inoltre, l’Europarlamento ha sollecitato alla Commissione la formulazione di una proposta di legge finalizzata a contrastare la violenza e le discriminazioni di genere nel territorio dell’Unione. 

Infine, sul versante della politica estera, il Parlamento ha sollecitato ulteriori sforzi nell’evacuazione dei cittadini afghani a rischio dopo la presa di potere dei talebani, sottolineando la necessità, da parte dell’Unione, di rafforzare la propria autonomia strategica e la capacità di difesa. Nei riguardi della Russia, il Parlamento ha evidenziato la necessità di contrastare le azioni aggressive poste in essere dal governo di Mosca e di incrementare il sostegno europeo alle forze democratiche attive nel Paese. Nei confronti della Cina, il Parlamento ha adottato un report nel quale, pur sottolineando la necessità di cooperare con Pechino per contrastare sfide globali quali i cambiamenti climatici e le emergenze sanitarie, ha ribadito la necessità di affrontare con maggiore vigore alcuni tra i dossier più critici nelle relazioni UE-Cina, tra cui le violazioni dei diritti umani in corso nel Paese e le campagne di disinformazione promosse dal governo cinese.

La prossima plenaria avrà luogo il 4 ottobre 2021 a Strasburgo.

Per approfondire: il comunicato del Parlamento europeo

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