Parlamento europeo: il resoconto della plenaria del 10-13 luglio

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Quella svoltasi dal 10 al 13 luglio è stata l’ultima plenaria prima della sosta estiva per il Parlamento europeo. 

Non sono mancate novità in merito a temi prioritari per l’agenda politica europea e nazionale.

Cominciamo dall’ambiente.

Era particolarmente attesa l’adozione della posizione negoziale in merito alla legge sul ripristino della natura, volta a stabilire nuovi e più ambiziosi obiettivi di ripristino degli habitat nell’ambito del Green Deal europeo; al centro della contesa non era tanto il merito della proposta quanto, piuttosto, la possibile saldatura tra popolari e conservatori europei. La proposta è stata adottata con il voto di socialdemocratici, verdi e liberali, nonché alcuni popolari dissidenti. Per approfondire, si rimanda all’editoriale di Franco Chittolina.

Il versante ambientale ha visto altre importanti prese di posizione da parte del Parlamento europeo, specie nell’ambito della strategia Fit for 55: è stata infatti approvata la nuova direttiva sull’efficienza energetica, con la quale si fissa un obiettivo di riduzione dei consumi dell’11,7% entro il 2030, con un risparmio energetico medio annuo di circa il 1,5%; sempre nell’ambito di Fit for 55 sono stati approvati altri due provvedimenti, l’uno volto ad aumentare il numero delle stazioni di rifornimento elettriche e ad idrogeno – 1 ogni 60 km nel primo caso, 1 ogni 200 km nel secondo – e l’altro volto a stabilire requisiti di sostenibilità più stringenti per i carburanti del trasporto marittimo.

Oltre ai provvedimenti di cui sopra, il Parlamento ha adottato la propria posizione negoziale in merito a tre proposte legislative: le prime due, volte a ridurre le emissioni di gas serra attraverso nuove norme in materia di emissioni industriali e rifiuti; la terza, volta ad incrementare i profili di sostenibilità di alcuni dei principali prodotti realizzati o commercializzati nell’UE. 

Prese di posizione importanti si segnalano con riguardo alla difesa dei valori e delle istituzioni democratiche, sia dalle minacce interne che da quelle esterne. 

Sul primo versante, si segnala la risoluzione con la quale il Parlamento, a grande maggioranza, ha censurato severamente i provvedimenti legislativi in corso di adozione in Polonia, con i quali il Governo sta di fatto riducendo i margini di democraticità dei futuri appuntamenti elettorali (le elezioni politiche nell’autunno di quest’anno e le elezioni europee del prossimo anno) confermando la tendenza ad allontanarsi dagli standard democratici europei che perdura ormai da anni. 

Sul versante esterno, invece, il Parlamento ha approvato la relazione con la quale si sollecita l’adozione di misure più efficaci per prevenire e contrastare le influenze dei Paesi stranieri sulle attività delle istituzioni UE, tema particolarmente urgente dopo lo scoppio, alcuni mesi fa, del cosiddetto Qatargate. 

Con riguardo alla guerra in Ucraina, il Parlamento europeo ha approvato il testo concordato con il Consiglio per ASAP – l’Atto a sostegno della produzione di munizioni con il quale, anche attraverso un finanziamento ad hoc da 500 milioni di euro, si punta ad accelerare l’invio di munizioni dai Paesi UE all’Ucraina.

Novità importanti sul versante della transizione digitale. Gli Europarlamentari hanno infatti approvato definitivamente il cd. “European Chips Act”, la legge con la quale l’Unione europea punta a recuperare terreno in materia di produzione di semiconduttori e a migliorare l’approvvigionamento europeo di questi strumenti strategici; a questo si affianca lo stanziamento di 3,3 miliardi di euro destinati a sovvenzionare programmi di ricerca in materia. 

Infine si segnala, in materia di immigrazione, la risoluzione non legislativa con la quale si richiede ai Paesi membri e all’agenzia Frontex la fornitura di strumenti adeguati alle necessità legate alle operazioni di ricerca e soccorso di migranti in mare, nonché maggiore sforzo e coordinamento nelle operazioni di salvataggio e maggiore trasparenza in materia di cooperazione con le guardie costiere e di frontiera dei Paesi terzi – Turchia, Egitto, Tunisia e Libia fra tutti – ponendo fine alle violazioni dei diritti umani. 

Tra gli altri provvedimenti adottati, si segnalano:

  • l’adozione della posizione sulla futura legge in materia di protezione di giornalisti e attivisti dalle azioni legali strategiche contro la partecipazione pubblica (SLAPP);
  • l’adozione della posizione negoziale sulla legge in materia di lotta alla violenza contro le donne;
  • la risoluzione con la quale si sollecita l’ingresso nell’area Schengen di Romania e Bulgaria entro la fine del corrente anno; 
  • la censura nei confronti delle violazioni dei diritti umani occorse in Venezuela, India e Kirghizistan;
  • l’insoddisfazione con la quale è stata accolta la proposta della Commissione in relazione alla costituzione di un “Organismo etico dell’UE” al quale affidare il compito di indagare su presunte violazioni delle norme etiche;
  • l’approvazione della relazione prodotta dalla Commissione europea nella quale si illustra la tabella di marcia verso una strategia di preparazione alle future (ed eventuali, si spera) crisi sanitarie;
  • lo stanziamento di 2,2 milioni di euro dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori in esubero (FEG) a favore di circa 600 lavoratori belgi della “Logistics Nivelles SA” rimasti senza lavoro dopo la chiusura dello stabilimento.

La prossima plenaria avrà luogo dall’11 al 14 settembre a Strasburgo.

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