Nuovo patto sulla dimensione civile della Politica di Sicurezza e di Difesa Comune

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L’UE rafforza le sue missioni civili per rispondere meglio alle crisi presenti nel mondo.

Ad oggi, oltre 2200 persone sono impegnate, per conto dell’Unione Europea, in 13 missioni civili in tutto il mondo. Si occupano, secondo le direttive del patto del 2018 sulla Politica di Sicurezza e Difesa Comune (PSDC), del rafforzamento della polizia, dello Stato di diritto e dell’amministrazione civile in situazioni di fragilità e di conflitto.

Lo scorso maggio, il Consiglio dell’Unione Europea e i suoi Stati membri hanno concordato un nuovo patto sulla dimensione civile della PSDC, uno dei principali obiettivi della bussola strategica del marzo 2022 (un ambizioso piano d’azione per rafforzare la politica di sicurezza e di difesa dell’UE, pubblicato a seguito dell’invasione russa ai danni dell’Ucraina). Il patto punta a migliorare l’efficacia e la solidità delle missioni civili, per meglio affrontare le sfide in materia di sicurezza presenti (particolare riguardo è dedicato alla guerra in Ucraina) e future. In particolare, l’UE punta ad aumentare il reparto di esperti civili impegnati nei luoghi di crisi di 200 unità, con il fine di raggiungere il 100% delle posizioni operative occupate da personale distaccato, di cui almeno il 40% donne (una cifra ancora bassa). Inoltre, fondamentale sarà la promozione della cooperazione con la giustizia e gli affari interni (GAI) per sviluppare un approccio integrato per combattere il fenomeno delle crisi civili con maggiore rapidità e robustezza.

Sono due le missioni in ambito civile della PSDC che hanno avuto inizio nel 2023: la missione di partenariato dell’UE nella Repubblica di Moldova (EUPM Moldova), nata il 24 aprile 2023 con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del settore della sicurezza del paese negli ambiti della gestione delle crisi e delle minacce ibride; la missione civile dell’UE in Armenia (Armenia/EUMA), cominciata il 20 febbraio 2023, che mira a migliorare la stabilità nelle zone di frontiera dell’Armenia e a rafforzare la fiducia e la sicurezza umana nelle zone di conflitto.

Per maggiori informazioni: il comunicato del Consiglio dell’Unione Europea

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