Nucleare a tutto gas per l’Unione Europea

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Da mesi il tema era oggetto di serrate discussioni all’interno della Commissione e tra questa e i governi dei UE. In gioco era il futuro delle politiche ambientali dopo il lancio dell’ambizioso progetto del “Patto verde” (Green deal) nel 2019 da parte della Commissione europea, presieduta da Ursula von der Leyen. 

Dopo le aperture degli accordi di Parigi del 2015 e l’intensificarsi delle mobilitazioni popolari, soprattutto giovanili, per la salvaguardia del pianeta era venuto il momento di passare all’azione, scoprendo che “tra le parole e il fare c’è di mezzo il mare”. Un mare che nel frattempo si è ulteriormente allargato, complice la pandemia e la crisi economica da questa innescata, in un quadro di tensioni geopolitiche tanto in Oriente che in Occidente.

L’Unione Europea, dopo aver convenuto l’obiettivo di zero emissioni di gas serra nel 2050, si trova adesso alle prese con vincoli divenuti nel frattempo più stretti per la transizione ecologica, tanto sul versante energetico che su quello sociale. 

Per disegnare la traiettoria di questa transizione ecologica non basta indicare il traguardo da raggiungere, bisogna anche aver chiaro il punto di partenza e il tempo necessario per congiungere entrambi. Oggi la produzione di energia nell’Unione Europea è assicurata il 36,3% da petrolio e derivati, il 22,3% da gas naturale, il 12,7 da combustibili fossili solidi, il 13,1 dal nucleare e solo il 15,5% da fonti rinnovabili. Tradotto: poco meno di due terzi dell’energia nell’UE proviene da fonti inquinanti, da eliminare in meno di trent’anni, facendo leva su fonti rinnovabili e nucleare, il restante terzo dell’energia prodotta. Senza contare che bisognerà anche fare i conti con l’impatto di questi cambiamenti sul mercato del lavoro, sotto pressione per la crisi economica in corso e per la transizione digitale annunciata.

Con questi vincoli sul tavolo la Commissione è stata costretta a rivisitare il suo “Piano verde” e a riconsiderare le energie sostenibili nella transizione ecologica, considerando tra queste anche il nucleare e il gas: la prima fonte non inquinante ma con problemi di sicurezza e di smaltimento delle scorie, la seconda inquinante ma difficile da ridurre troppo drasticamente nelle attuali condizioni.

La nuova proposta della Commissione ha diviso il collegio dei commissari e non mancherà di dividere il Parlamento e i governi. Tra questi ultimi una maggioranza di governi favorevoli al nucleare, guidati dalla Francia, altri contrari come l’Austria che minaccia di rivolgersi alla Corte europea di giustizia, altri ancora incerti ma tentati da un compromesso in cambio di una deroga sul gas, come la Germania e l’Italia. 

Non si tratta solo di una frattura geografica, molto più di una contesa politica: in favore del nucleare le forze conservatrici e di centro-destra, in disaccordo quelle dell’area progressista. Si tratta di una contesa che si manifesterà presto in tensioni e contrasti all’interno degli stessi governi, come si sta già verificando in Italia con la Lega corsa subito in sostegno del nucleare.

È anche una prova che l’Unione deve affrontare per trovare un difficile equilibrio tra una risposta urgente alle emergenze ambientali e i vincoli economici e sociali da tutelare: ne va della sua credibilità agli occhi dei suoi cittadini, di quelli più giovani in particolare, e del resto del mondo, cui si propone come un’avanguardia per la protezione del pianeta. 

1 COMMENTO

  1. Buonasera Franco.
    Bene sta facendo la Commissione Europea rivisitando il “Piano verde” e riconsiderare le energie sostenibili nella fase di transizione puntando su gas e nucleare di quarta generazione.
    A mio modesto parere si tratterà di valutare scientificamente l’impatto ecologico dei due sistemi ta di loro, quindi politicamente, scegliere la strada migliore a salvaguardia dell’ecosistema oltre ogni steccato ideologico per il bene dell’umanità. Un equilibrio tra i 27 in qesto senso sarebbe un forte segnale verso l’unità politica dell’Unione stessa.
    Grazie sempre e buon lavoro. Mariano.

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