Necessario migliorare l’integrazione economica e sociale dei Rom

La Commissione ha invitato gli Stati membri a rispettare i loro impegni per garantire la parità di trattamento e a migliorare l’integrazione economica e sociale dei 10-12 milioni di Rom che vivono in Europa. Facendo seguito alla relazione della Commissione sui progressi compiuti, pubblicata a fine giugno, la Commissione esorta gli Stati membri ad adoperarsi con maggiore impegno per attuare le strategie nazionali di integrazione dei Rom da loro presentate nell’ambito del Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom. La relazione è accompagnata da una proposta di raccomandazione, primo strumento giuridico dell’UE per l’integrazione, rivolta ai Paesi UE, che propone misure per colmare il divario tra i Rom e il resto della popolazione, e si concentra su quattro settori utili a raggiungere gli obiettivi comuni per l’integrazione nell’ambito del Quadro dell’UE: l’accesso all’istruzione, all’occupazione, all’assistenza sanitaria e all’alloggio.

La relazione della Commissione dimostra che, sebbene molti Stati membri abbiano predisposto meccanismi per coordinare meglio le loro misure di integrazione dei Rom, ci sono ancora molti margini di miglioramento: la maggior parte degli Stati membri non ha stanziato risorse sufficienti a carico dei bilanci nazionali per attuare le strategie, ed è necessario un maggior impegno delle autorità pubbliche  per combattere la discriminazione e per illustrare i vantaggi sociali ed economici dell’integrazione dei Rom. Nella relazione si trovano inoltre una serie di esempi di buone prassi di integrazione, attuate da alcuni Stati membri (Germania, Francia, Bulgaria, Spagna e Romania).

Per entrare in vigore, la proposta di raccomandazione del Consiglio dovrà dapprima essere adottata all’unanimità dagli Stati membri in sede di Consiglio e ricevere il consenso del Parlamento europeo. Ciò rafforzerà gli attuali impegni politici degli Stati membri. Per mettere in pratica le misure necessarie per conformarsi alla raccomandazione i Paesi dell’UE hanno due anni di tempo e dovranno informare la Commissione ogni anno sul modo in cui l’hanno applicata. La Commissione, da parte sua, continuerà a valutare i progressi compiuti nelle relazioni sui Rom presentate ogni anno a primavera.

I fondi strutturali dell’UE – il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) – sono stati mobilitati per potenziare gli impegni nazionali e costituiscono, insieme ai bilanci nazionali, una leva finanziaria fondamentale per garantire che le strategie nazionali di integrazione dei Rom si traducano in un’effettiva inclusione socioeconomica delle comunità Rom.

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